Lettera agli amici di Solidarietà 2016

Cari amici di Solidarietà,

Abbiamo trascorso un anno impegnativo e siamo già arrivati alle soglie del 2017, il Natale è vicino e le immagini che mi arrivano giusto oggi dai nostri amici volontari in Tanzania sono il più bel regalo di natale che potessi desiderare, e voglio condividerlo con voi:

Il nostro programma per il 2016 era di completare l’edificio della centrale elettrica per poter installare la turbina al coperto entro la fine dell’anno.

Sono felice e commosso nel potervi comunicare che l’obiettivo è stato raggiunto, quanto meno negli aspetti più importanti.

Il nostro impegno si avvia concretamente verso il compimento.

Il prossimo anno ci aspetta il completamento della posa delle linee elettriche, poi avremo finalmente concluso il nostro intervento diretto, dovremo “solo” affiancare ed assistere Lung’ali (la società voluta dal Vescovo della Diocesi di Iringa per prendersi carico operativamente del Progetto Idroelettrico Integrato) e Brulli Energia (la società di Reggio Emilia che da tempo ci affianca e condivide gli scopi del nostro progetto) nel completamento di quanto nelle loro competenze per arrivare ad accendere la luce (non solo quella elettrica ma anche quella dello sviluppo) nei primi villaggi collegati all’impianto di Maguta.

Voglio qui ringraziare Marco e Anna in particolare perché senza la loro disponibilità a restare in Tanzania, pressoché ininterrottamente da aprile a dicembre di quest’anno non avremmo potuto dare a Stefano, Giuseppe, Luciano, Andrea, Alex, Corrado ed Eugenio la possibilità di avvicendarsi  in cantiere.

Questo Natale ci porta anche un’altra buona notizia che riguarda il progetto di Tabora per l’accoglienza ai bambini albini abbandonati:

I due container pieni di materiali ed arredi per la realizzazione della scuola materna nell’ambito del progetto “Under the Mango Tree” sono finalmente sulla strada per Tabora. Dopo mesi di fermo a causa dei problemi doganali che hanno praticamente sospeso qualsiasi attività di approvvigionamento benefico (inteso come non commerciale), causati dalla nuova organizzazione delle dogane voluta dal governo locale, Padre Luciano (che per noi si era preso carico dello sdoganamento e del trasporto in Tanzania dei container preparati direttamente dalle Suore a Piacenza) è riuscito a completare le complicate e completamente nuove attività burocratiche e doganali. Spero di potervi comunicare presto la ripresa dei lavori di costruzione della scuola materna che erano stati sospesi proprio in attesa dei materiali donati e spediti dall’Italia.

Grazie ad Andrea, Alex, Sara e Benedetta per essere andati a Tabora con il compito di verificare l’andamento dei lavori. A Benedetta un ringraziamento speciale per avere regalato, assieme al fratello ed al futuro marito, le vacanze estive per aiutare i bambini ospiti della casa di Tabora a completare la preparazione scolastica e in inglese.

Tornando al progetto Idroelettrico, vorrei qui brevemente riepilogare per non perdere di vista la mole di lavoro fatto.

Il progetto inizia alla fine degli anni ’90, con i primi sopralluoghi condotti dal prof. Edgardo Monari assieme padre Salvador Del Molino (cui in quel momento i missionari della Consolata avevano affidato la cura della parrocchia di Madege nella Diocesi di Iringa), ad una trentina di chilometri dall’impianto appena ultimato di Usokami, sempre sulle montagne delle Iringa Higlands (altopiano di Iringa) tra i 1600 e i 2000 metri sul livello del mare in una zona impervia ma solcata dalle abbondanti acque del fiume Lukosi e diffusamente abitata dalle popolazioni che durante il periodo coloniale rifiutarono di sottostare al governo tedesco (installatosi nel capoluogo), rifugiandosi sulle montagne più impervie dell’altopiano.

Qui con caparbia ma lungimirante visione, Edgardo Monari volle iniziare la realizzazione di un impianto idroelettrico che potesse sfruttare tutta la potenzialità che “la provvidenza divina aveva posto in quelle montagne donando abbondanza di quel bene prezioso che è l’acqua” del Lukosi.

La visionaria lungimiranza di Monari stava nel fatto di avere visto, in quelle cascate gonfie di acqua, l’opportunità, per quelle persone che con fatica e prive di qualsiasi strumento, erano costrette a lavorare la terra fin da bambini rinunciando alla scuola e a percorrere ore di strada a piedi per raggiungere l’acqua, rinunciando alla famiglia ed alla salute, di poter finalmente avere il pane, l’acqua, la salute, l’istruzione ed il lavoro cui tutti gli esseri umani hanno diritto e che per ottenerli gli avevano chiesto aiuto.

In quel momento in Tanzania solo lo stato poteva produrre e distribuire energia, e quindi il progetto del prof. Monari per tutti era semplicemente: non possibile. Nonostante lo scetticismo di molti e l’opposizione forte di alcuni, riuscì a convincere la Diocesi di Iringa a sostenere il progetto ed alcuni amici a cominciarne la realizzazione.

Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere con l’aiuto e l’impegno volontario e gratuito di tanti amici ha realizzato:

  • le prime strade di accesso all’area dove esistevano solo sentieri di montagna;
  • la casa per i volontari, dotata di tutti i confort cui noi siamo abituati ed indispensabile per accogliere su quelle montagne impervie i tecnici ed i volontari che vi si sarebbero avvicendati;
  • il ponte ed i diversi guadi protetti che hanno reso possibile trasportare mezzi e materiali necessari e che le persone che vivono nei dintorni hanno potuto usare per accorciare i loro tragitti a piedi per recarsi ai mercati, a scuola, al lavoro o a raccogliere l’acqua del fiume;
  • lo sbarramento (la diga) realizzato nell’arco di quasi sei anni assieme a quasi un centinaio di lavoratori africani che si sono alternati in cantiere per realizzare una diga alta quasi 15 metri e larga una cinquantina;
  • la realizzazione in Italia, il trasporto ed il montaggio di tutte le manovre, paratie e della passerella in metallo lunga 50 metri per la manovra, ispezione e manutenzione della diga;
  • la condotta di derivazione lunga quasi un chilometro composta da 160 tubi metallici del diametro di un metro realizzati in Italia e trasportati via mare in 24 container , posizionati con l’aiuto dei nostri volontari e saldati sul posto da personale specializzato;
  • la condotta forzata ed il pozzo piezometrico che con un salto complessivo si 98 metri porta la spinta dell’acqua in centrale;
  • tutte le opere in cemento per l’ancoraggio della condotta consistenti in oltre 1000 metri cubi di cemento sempre realizzato a carriole dagli amici africani seguendo il progetto realizzato in Italia da circa una decina di tecnici amici che si sino avvicendati gratuitamente alla progettazione dell’impianto;
  • gli innumerevoli interventi di movimento del terreno realizzati per raggiungere, proteggere o predisporre la realizzazione delle diverse parti dell’impianto;
  • i quattro magazzini in acciaio e in cemento per il ricovero dei mezzi e delle attrezzature;
  • la centrale che stiamo ultimando e innumerevoli altre opere realizzate, oltre che per il progetto, anche per le tante esigenze o emergenze locali cui abbiamo sempre cercato, nei limiti del possibile, di dare risposta con spirito di solidarietà e di cooperazione.

Ora siamo vicini al completamento del nostro progetto più ambizioso, e anche se la fase di avvicendamento si sta completando lasciando progressivamente l’onore e l’onore del completamento delle ultime parti e della conduzione poi, sempre più nelle mani della Diocesi di Iringa quale beneficiario e proprietario finale dell’impianto, assieme alla Brulli Energia, quale partner tecnologico a garanzia dell’efficace funzionamento dell’impianto, restano ancora molte cose da completare per le quali occorre ancora (più che mai) il sostegno e la condivisione di tutti voi:

  • completamento della centrale (oneri a carico di SCSFong: 20.000 €)
  • Completamento delle linee elettriche ed approvvigionamento del materiale ancora necessario (oneri a carico di SCSFong: 30.000 €)
  • Logistica, viaggi dei volontari e spedizione dei materiali (oneri a carico di SCSFong: 35.000 €)

Tutte attività che dovranno essere finanziate per arrivare al completamento dell’impianto e per le quali SCSFong chiede il nostro e vostro contributo diretto, anche economico.

Un breve cenno alle altre attività che stiamo portando avanti con l’aiuto degli amici in Italia:

  • progetto “Documentario” iniziato già da due anni con le prime riprese realizzate a Tabora da Anna Saccone e proseguiti con il lavoro di Simone Carpi ed Eugenio D’Ecclesiis che porterà alla realizzazione di un breve documentario a testimonianza delle opere di promozione umana realizzate da SCSFong e in particolare del Progetto Idroelettrico e del progetto Under the Mango Tree con lo scopo di aiutare la ricerca di fondi per i nostri progetti;
  • organizzazione di incontri ed eventi in Italia per promuovere e sostenere i nostri progetti principali, occasioni importanti per mantenere unito il gruppo di amici che ci segue ma che come ogni altra attività richiedono impegno e sacrificio e che non avremmo potuto realizzare senza l’aiuto di Marisa, Mario, Silvia, Lina e altri molti amici che ci hanno aiutato.

Infine prima di concludere vorrei ringraziare con tutto il cuore i genitori di Andrea Gnesini che hanno voluto ricordare il foglio accordandoci (come Andrea aveva già fatto andando in Tanzania per seguire come tecnico la costruzione della centrale elettrica) la loro fiducia con la loro generosità. Alla famiglia il nostro abbraccio sincero. Grazie di cuore.

A questo punto, nel ringraziarvi per aver voluto leggere queste righe, voglio farvi i più sentiti, cordiali ed affettuosi auguri perché possiate trascorrere il prossimo Santo Natale assieme ai vostri cari ed alle vostre famiglie in serenità e gioia e per un proficuo ed altrettanto sereno anno a venire di pace.

Stefano Manservisi

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