Incontro con Padre Salvador Del Molino

Cari amici di Solidarietà,

Sabato scorso, 4 giugno 2022, abbiamo inaspettatamente e con grande piacere incontrato Padre Salvador del Molino, missionario della Consolata che ancora opera in Tanzania e che ha iniziato assieme a Edgardo Monari il cammino del nostro progetto idroelettrico a Maguta.

Padre Salvador con Gianfranco a Maguta presso il cantiere del progetto idroelettrico

Maguta (o “Maguta” come sostiene Salvador) è di fatto la località del nostro cantiere sul fiume Lukosi, a pochi chilometri dal villaggio di Madege, nella provincia di Kilolo, sulle Iringa Highlands, nella regione di Iringa, al centro della Tanzania.

E’ stato un incontro emozionante con un amico che non vedevamo da molto tempo, che ha sempre seguito il nostro lavoro anche quando lo ha dovuto fare da lontano, non ci ha mai fatto mancare il suo aiuto e la sua disponibilità ed esperienza anche nei momenti difficili incontrati durante i nostri soggiorni in Tanzania tra Dar es Salaam e le Iringa Highlands.

Ringrazio tutti gli amici che hanno partecipato all’incontro e in particolare gli amici di San Polo che hanno organizzato tutti.

Padre Salvador e Marco durante i lavori per la costruzione del fabbricato della centrale elettrica

Ora Salvador avendo ultimato l’impegno assegnato dalla congregazione in Tanzania, è rientrato a Roma presso la casa della Consolata, in attesa di conoscere la prossima destinazione, ma ci ha assicurato che tornerà presto in Tanzania nella speranza di poterci incontrare ancora tutti assieme per inaugurare l’accensione dall’impianto di Maguta.

Grazie Padre Salvador !

A presto

Stefano Manservisi

Il futuro di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere

Cari amici, siamo ormai abbondantemente fuori dalle restrizioni dovute al contrasto della pandemia e possiamo quindi pensare finalmente di riprendere anche la nostra attività associativa.

Tuttavia non possiamo ignorare ciò che questi due anni hanno significato per tutti noi e per ciascuno di noi, così come non possiamo ignorare che se sul piano più strettamente “sanitario”, stiamo finalmente uscendo dall’emergenza, sul piano più esteso e sfumato che coinvolge gli aspetti più emotivi ed intimi, la guerra (così vicina a noi non solo geograficamente) sta opprimendo i nostri animi e fiaccando la nostra capacità di esprimere ciò che siamo: solidarietà, cooperazione, oltre le frontiere.

Nel momento in cui speravamo di poter riprendere con rinnovato impegno ed entusiasmo ad immaginare un futuro migliore, un futuro di sviluppo sociale cui i nostri progetti sono sempre stati orientati, la prospettiva si è repentinamente richiusa, spostando inevitabilmente (ma anche giustamente in una certa misura) la nostra attenzione e la nostra sensibilità su altri problemi e su altre contingenze, relegando sullo sfondo di queste preoccupazioni ciò per cui tutti noi ci siamo impegnati fini a ieri.

Questi due anni difficili non solo hanno decimato la nostra associazione privandola di molti amici e sostenitori, ma hanno totalmente cambiato i riferimenti che orientavano la nostra attività nel solco di quel cammino a piccoli passi indicato da Edgardo Monari assieme agli amici che fondarono Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere.

Ora però sento la necessità di fare una riflessione sul nostro percorso e su quel cammino, sulla direzione da prendere e anche sulla meta.

Dobbiamo contarci e decidere se e come proseguire.

A tutto ciò (e sarebbe già abbastanza) si aggiunge anche il cambio dell’ambito legislativo italiano per il “terzo settore” ovvero quello all’interno del quale si colloca SCSF.

Assieme agli amici consiglieri, stiamo lavorando (e uso il verbo “lavorare” proprio per cercare di comunicare l’impegno richiesto questo passaggio) per capire quali sono le prospettive realisticamente praticabili per inserire la nostra associazione nel nuovo quadro normativo, tutt’altro che chiaro e definito.

Non è facile orientarsi all’interno di normative complesse in parte nuove e quindi dagli sviluppi e dalle conseguenze ancora non del tutto chiare, ed in parte talmente datate da essere quasi impraticabili al giorno d’oggi.

Tuttavia l’obiettivo che ci siamo posti è quello di individuare e proporre alla prossima assemblea generale sei soci, le alternative percorribili che vi comunicheremo nelle prossime settimane assieme alla data dell’assemblea stessa, la quale sarà contemporaneamente ordinaria e straordinaria e dovrà prendere importanti decisioni sul futuro di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere.

Assieme a questo impegnativo passaggio è rimasto comunque immutato l’impegno verso i nostri due progetti principali: il progetto idroelettrico integrato “Hi project Madege” ormai saldamente in mano alla Diocesi di Iringa per la definizione degli aspetti amministrativi e normativi per l’inserimento del progetto all’interno delle nuove regole che si è dato il Governo della Tanzania in materia di energia assieme alla possibilità di finanziare sul posto l’ultimo sforzo economico necessario per l’avviamento dell’impianto; ed il progetto Under the Mango Tree per l’accoglienza, l’educazione ed il re-inserimento sociale dei bambini albini a Tabora che ora deve provvedere alla realizzazione delle strutture per le ultime classi del ciclo di istruzione primaria per poter ricevere le abilitazioni definitive dal Ministero dell’Istruzione del Governo della Tanzania.

Dei dettagli relativi agli ultimi sviluppi di questi progetti che pur rallentati dalle difficoltà di comunicazione, spostamento e sostentamento ci sono stati, sarete aggiornati con una prossima comunicazione ad essi dedicata.

Ora mi permetto di fare a voi, amici, una accorata richiesta:

fateci sentire il vostro sostegno e la vostra presenza, perché più che le risorse, sono proprio questi gli stimoli più efficaci in questi momenti difficili, per ritrovare energie, entusiasmo, idee nuove per immaginare un futuro per la nostra associazione e per coloro che ad essa, a noi, continuano a rivolgere con speranza le loro richieste di aiuto.

Facendo tesoro delle parole di un amico: “continuate ad aiutarci ad aiutare …”

A presto

Stefano Manservisi

Buona Pasqua !

Bologna, Domenica delle Palme 2022

Cari amici di solidarietà,

in questa giornata nella quale si celebra, con l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, l’inizio della sua “passione” che condurrà condurrà alla Croce e alla Resurrezione, non posso fare a meno di trovare un parallelo tra quella che immagino sia stata l’angoscia e il disorientamento degli Apostoli e dei discepoli in quel momento che a loro doveva apparire come il preludio alla fine, con i sentimenti che provo e sento condividere in questi giorni, quando quella Pace che abbiamo con troppa superficialità dato per acquisita se non per scontata, è concretamente in pericolo. Travolta da nuove e più vicine ed efferate violenze, mosse da spiriti e volontà di potere e dominio che nulla hanno a che vedere con quello spirito solidarietà e di cooperazione che ci sforziamo di condividere e quando sembra inevitabile rievocare ed innalzare nuove frontiere.

Pur con l’animo oppresso da queste angosce, da due anni di isolamento e distanziamento forzato durante i quali la nostra attività è rimasta pressoché sospesa (non solamente a causa della pandemia), anni durante i quali le distanze fisiche che mai ci hanno separato dai nostri amici sono diventate insuperabili, anni che ci hanno tenuto lontani da ciò che abbiamo realizzato con tanta fatica e tanto entusiasmo, anni che ci hanno separato dagli amici in Italia e in Tanzania, anni durante i quali molti (troppi) amici ci hanno lasciato; pur con l’animo oppresso da ciò che sta succedendo in Ucraina, proprio quando speravamo di poter ripartire e soprattutto per l’atrocità della guerra (non solo questa, ma purtroppo questa in particolare e per i motivi che ben conosciamo) , cerco con tutte le mie forze di mantenere la speranza.

E cosa più della Resurrezione può sostenere la speranza ?

Questo è il pensiero che voglio condividere con voi, amici che continuate a seguirci, anche se adesso siamo fermi, non dispero che potremo riprendere, voglio continuare a sperare che un mondo e un futuro migliore di quello che stiamo vedendo adesso sia possibile per i nostri figli e per i figli dei nostri amici in Italia e in Tanzania.

Auguro a tutti voi una Santa Pasqua di serenità e di speranza. Speranza di Pace, di Solidarietà e di Cooperazione … SENZA FRONTIERE.

Vi lascio anche il riferimento dove potete leggere il resoconto della spedizione in Ucraina della carovana “STOP THE WAR NOW”, più di sessanta veicoli carichi di generi si sostegno e conforto per che ha dovuto abbandonare ogni cosa, affetti e familiari per fuggire dall’orrore della guerra, più di 200 volontari provenienti da decine di associazioni che sono appena rientrati portando con loro altrettante persone (per lo più donne, bambini e anziani) che qui da noi cercano rifugio:

In fondo al diario di viaggio trovate anche tutti i riferimenti per fare, se volete, la vostra concreta azione di Pace.

Torneremo presto a incontrarci !

PACE !

PACE !

Nonostante manchino le parole non possiamo restare in silenzio.

Solidarietà con chi soffre

Cooperazione tra popoli e nazioni

Senza Frontiere !

Abbiamo queste parole nel nome della nostra associazione e sono parole di PACE.

Ci hanno sempre guidato e continuano a farlo anche quando le difficoltà sembrano avere il sopravvento. Sono un impegno.

CIASCUNO DI NOI HA LA POSSIBILITÀ DI AGIRE CONCRETAMENTE PER LA PACE

La cosa più concreta e che possiamo sempre e certamente fare è agire, pensare, parlare, a favore della PACE, ciascuno secondo le proprie possibilità e capacità, modi e canali non mancano.

Se tutti riusciremo a trovare la forza di Agire ed Operare Concretamente per la PACE sono sicuro che la potremo ritrovare anche quando sembra sfuggirci dalle mani.

Credo che non occorra fare nulla di eclatante o straordinario, occorre invece che ciascuno di noi AGISCA concretamente per la pace.

Ogni giorno, ogni momento, in qualsiasi situazione, verso qualsiasi persona.

Non è facile ma è possibile.

Al momento non abbiamo un canale o iniziative in grado di poter operare direttamente come siamo soliti fare come associazione, cercheremo di trovare la nostra Azione Concreta di PACE e ve la proporremo.

Al momento ciò che vi proponiamo di fare è agire per la PACE ciascuno secondo coscienza e opportunità, l’importante è farlo.

Se potete fare qualcosa per la PACE allora fatelo e fatelo ora !

A tutti gli Amici di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere: Auguri di Buon Natale !

Bologna, 6 dicembre 2021

Cari amici e soci di Solidarietà, un altro anno è passato e nonostante le speranze di poter recuperare la piena operatività della nostra associazione, abbiamo dovuto arrenderci all’evidenza di una emergenza sanitaria che pur mitigata dalla disponibilità dei vaccini, permane tuttavia a condizionare la nostra attività.

Con i consiglieri avevamo programmato la convocazione dell’assemblea generale all’inizio di questo dicembre ma le norme di contrasto della pandemia e le difficoltà legate ad una eventuale gestione “a distanza” dell’assemblea ci hanno costretto a rimandare ancora una volta.

Ci incontreremo tutti insieme appena sarà possibile farlo, in serenità e sicurezza, di persona.

Abbiamo quindi optato per la condivisione dei temi che avremmo voluto affrontare insieme a voi, scrivendo questa lettera ed utilizzando i nostri soliti canali di comunicazione.

(la lettera che state leggendo è stata inviata a soci ed amici anche via posta elettronica e posta ordinaria, per tanto priva delle immagini che seguono e che testimoniano le attività che si sono succedute in Tanzania nel corso del 2021 e anche in questi ultimi mesi. Tutte le immagini pubblicate di seguito ci sono state mandate dai nostri amici che a diverso titolo continuano ad operare sui progetti che sosteniamo a Iringa ed a Tabora. A tutti questi amici giunga il nostro ringraziamento per l’impegno continuo nonostante le difficoltà)

Qui di seguito vorremmo quindi riassumere le attività che nonostante le difficoltà dovute alla pandemia, ci hanno visti impegnati sui nostri progetti più importanti.

Progetto idroelettrico integrato Hi project Madege, sul fiume Lukosi

La valle del fiume Lukosi, sulle montagne dell’altopiano di Iringa, nei pressi del villaggio di Madege (Tanzania), vista dall’alto del salto finale della condotta forzata che alimenterà le turbine della centrale idroelettrica. Acqua per lo sviluppo di questa zona abitata da numerose famiglie sparse in villaggi che popolano queste montagne africane.

Nonostante il rallentamento dovuto alle difficoltà burocratiche locali che la società della Diocesi di Iringa ha dovuto affrontare per arrivare ad ottenere i finanziamenti necessari per il completamento del progetto secondo il piano da tempo approvato ma che richiede importanti passaggi legati alle autorizzazioni locali ed al rinnovo dei contratti con la rete elettrica nazionale (ricordo che il progetto da tempo ormai non è più isolato ma sarà integrato nella rete nazionale permettendo in questo modo di trovare in ciò le risorse necessarie al futuro mantenimento autonomo dell’impianto stesso); l’8 dicembre 2020 Padre Luciano Mpoma (delegato della Diocesi di Iringa e direttore della società che la diocesi ha specificamente destinato alla gestione del progetto), ha firmato l’accordo preliminare con il Governo della Tanzania, ottenendo finalmente le certificazioni necessarie per poter accedere ai crediti bancari agevolati ed al sostegno della Agenzia delle Nazioni Unite per la Cooperazione allo Sviluppo e recuperare così le coperture finanziarie necessarie al completamento di questa ultima fase.

Sostenuti da questa nuova spinta locale, Don Luciano Mpoma (direttore di Lung’ali Natural Resources ltd – la società suggerita da noi e allestita dalla Diocesi di Iringa per seguire operativamente il progetto comune) sta faticosamente organizzando il lavoro per riavviare il cantiere di Maguta dopo due anni di fermo.

La strada di servizio alla condotta forzata, mantenuta praticabile grazia al continuo lavoro dei nostri amici di Madege sotto la guida di Padre Luciano Mpoma (Diocesi di Iringa) e dei tecnici locali (di Lung’Ali, la società voluta dall’Arcivescovo di Iringa – Mons. Tarcisius Ngalalekumtwa – proprio per occuparsi del nostro progetto)

Abbiamo sempre sostenuto, nel solco tracciato dal professor Edgardo Monari, che avremmo potuto definire positivamente compiuto il nostro impegno nel momento in cui non saremmo stati più indispensabili al suo sostentamento.

La “nostra” casa a Maguta, sulle montagne, lungo la valla ero Lukosi, vicino al villaggio di Madege (che da il nome al progetto). Intitolata al Professor Edgardo Monari e al suo amico Gianfranco Manservisi, è stato il rifugio accogliente per tutti i nostri volontari che si sono avvicendati in cantiere, speriamo di poterla riaprire presto per completare il lavoro assieme agli amici tanzaniani.

E’ di queste ultime settimane la comunicazione dell’avvenuta stipula dei contratti per l’ottenimento dei crediti necessari e la conseguente definizione del contratto di fornitura ed installazione della parte elettromeccanica mancante per il completamento della centrale e per arrivare all’allacciamento alla rete ed alla distribuzione dell’energia ai villaggi.

Gli operai al lavoro nel cantiere di Maguta (nei pressi del villaggio di Madege, lungo la valle del Lukosi) per mantenere in efficienza le nostre attrezzature, portate sul posto dall’Italia e in anni di viaggi di Solidarietà e ormai bisognose di continui interventi di manutenzione.

Anche se non possiamo ancora farlo in presenza sul posto, come abbiamo sempre caparbiamente cercato di fare, abbiamo continuato a sostenere e spronare la Diocesi di Iringa e per essa la loro società Lung’ali (che nella lingua locale ha l’evocativo significato di “lanterna”), sorta per volere comune nel 2013 proprio per questo scopo; e ora finalmente una luce si intravede all’orizzonte.

Ora finalmente la Diocesi di Iringa (e per essa Lung’ali sotto la guida di Don Luciano Mpoma) potrà operare con maggiore autonomia, per il completamento del progetto.

A breve saranno conclusi gli accordi, gestiti direttamente da Lung’ali, per gli ordini delle attrezzature necessarie al completamento della centrale elettrica e per passare finalmente ad allacciare l’impianto alla rete di distribuzione.

Vi terremo costantemente aggiornati su questi ultimi importanti sviluppi che dovrebbero finalmente condurre al completamento del progetto idroelettrico integrato.

Don Luciano Mpoma (al centro con gli occhiali) don gli operai del cantiere di Maguta. Fino al 2020 abbiamo sostenuto i costi del mantenimento di questi operai, ora l’onere è tutto sulle spalle della Diocesi di Iringa che chiede il nostro aiuto: aiutateci ad aiutarli !!!

Progetto Under the Mango Tree a Tabora

Il ringraziamento dei bambini albini ospiti della Suore della Provvidenza nella casa di Tabora cui anche noi abbiano contribuito a realizzare. Ora il progetto deve proseguire per essere completato con altre strutture per l’accoglienza, l’istruzione e l’integrazione dei bambini albini con gli altri loro coetanei. (un grazie speciale a Nicoletta Ferrari e a tutte le sorelle della congregazione delle Suore della Provvidenza che ci hanno accolto in questo progetto)

Il progetto si sta ampliando con il sostegno della rete di associazioni (tra le quali la nostra) e della Diocesi cattolica di Tabora, con la realizzazione della scuola materna aperta a tutte le famiglie della città e collegata al centro di accoglienza dei bambini albini nella parrocchia di Mary Mother of God di Cheyo.

Le prime fasi della realizzazione della scuola elementare della Parrocchia di Mary Mother of God subito fuori dal perimetro della casa e della scuola materna (sullo sfondo dietro al muro) gestite dalle Suore della Provvidenza e realizzate con il contributo tecnico e logistico di SCSF e dei nostri volontari e volontarie.

Come sapete SCSF ha contribuito fin dall’inizio con il sostegno tecnico, logistico ed economico alla realizzazione della casa, della scuola materna e da ultimo con l’acquisto del minivan per il servizio di scuolabus, fondamentale per assicurare l’accesso a scuola in sicurezza per i più piccoli.

L’arrivo del mini-bus donato da Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere al Centro di Accoglienza per i bambini albini di Tabora (Tanzania) nell’ambito del progetto “Under the Mango Tree” che si occupa del recupero e re-inserimento dei bambini albini abbandonati e vittime di violenze.

Il nuovo servizio (sostenuto anche dal contributo delle famiglie che ne usufruiscono) è stato molto apprezzato, al punto che la parrocchia lo ha dovuto ampliare affiancando al nostro un secondo bus più grande.

Il nuovo scuolabus che affiancherà quello donato da SCSF lo scorso anno

Assieme a Nicoletta Ferrari (coordinatrice del progetto) ed alla Congregazione delle Suore della Provvidenza per l’infanzia di Piacenza (che conducono la casa e la scuola materna) stiamo organizzando il nostro contributo per il proseguimento del progetto Under the Mango Tree che attualmente costituisce per SCSF la più reale e concreta possibilità e fida per proseguire la nostra attività in Tanzania. Abbiamo in programma di avviare attività di raccolta fondi e campagne di crowdfunding che in attesa di poter tornare sul campo, ci consentano di proseguire il nostro impegno a Tabora.

Le nuove aule della scuola elementare della parrocchia di Mary Mother of God, nel quartiere di Cheyo a Tabora (Tanzania) dove sorge il centro di accoglienza per i bambini albini abbandonati. La scuola elementare è in corso di realizzazione con il contributo economico della Congregazione delle suore della Provvidenza per l’infanzia di Piacenza e della Diocesi di Tabora in collaborazione con la parrocchia locale.

Infine, il rendiconto delle attività di SCSF riferito al biennio 20/21 sarà pubblicato sul nostro sito web non appena verrà approvato dal CD.

Molte sono ancora le cose che vorremmo condividere con voi le immagini che più di tante parole, possono rendervi conto di come i nostri progetti stiano proseguendo, nonostante le difficoltà, a piccoli passi.

Siete invitati ad accedere al nostro blog su www.scsf.it dove troverete gli aggiornamenti e le immagini più recenti.

In ricordo degli amici che ci hanno lasciato

Vorrei poi ricordare assieme a voi gli amici che in questi ultimi mesi ci hanno lasciato per tornare alla casa del Padre: Aristide Govoni che assieme al prof. Monari rese possibile la realizzazione della centrale di Usokami; Paolo Pallotti amico fraterno di Edgardo e di mio babbo, consigliere, guida e memoria preziosa per noi ed in particolare per me, sempre attivo solerte nell’aiutarci in mille modi; Don Giulio Matteuzzi amico di una vita per Gianfranco e molti di noi, è sempre stato vicino alla nostra associazione con spirito di amicizia; “aiutateci ad aiutare” era il suo motto per mettere in contatto sensibilità e animi differenti; Don Tarcisio Nardelli, missionario e parroco di Usokami, consigliere e da sempre guida spirituale per tutti noi prima in Tanzania e poi in Italia assieme a Don Giovanni Cattani; Mario Canali che fu il braccio destro di Monari soprattutto negli ultimi viaggi quando era già malato e debole e che si fece carico di consegnare nelle mani di Gianfranco l’attività del progetto idroelettrico in Tanzania. Purtroppo questo periodo ci ha privato di molti amici, ma sono convinto che la schiera di coloro che ci sostengono non sia per questo più esigua e l’esempio di questi nostri amici è la nostra guida e la nostra “lanterna” nel cammino a piccoli passi di Solidarietà.

Nella speranza di potervi rivedere tutti di persona al più presto mi è preziosa l’occasione per fare a tutti voi i nostri più sinceri e sentiti auguri di Buon Natale e Buone feste, sperando che nonostante tutto quello che abbiamo passato negli ultimi mesi e che ancora ci sta affliggendo, possiate trascorrere un Natale di pace e serenità assieme alle persone che vi sono più care e che vogliate continuare a sostenerci e a condividere lo spirito di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere anche nel prossimo anno.

Buon Natale e buon anno nuovo !

Stefano Manservisi
e tutti i consiglieri di SCSF

Quello che stiamo attraversando è un periodo molto difficile e complesso, soprattutto per le associazioni come la nostra che operano all’estero, con risorse proprie e contributi volontari e siamo consapevoli delle difficoltà di ciascuno anche perché ne sperimentiamo direttamente il peso.

Siamo tuttavia fermamente convinti che dalle situazione difficili come quella che ci sta affliggendo (e con noi tutto il mondo) si possa uscire solo tutti assieme guardando oltre con solidarietà, cooperazione e senza frontiere:

Continuate a sostenere i nostri progetti:

  • conto corrente postale: n° 17657404 
  • conto corrente bancario: IBAN: IT40T0329601601000066331084
  • 5×1000 a favore di:  Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere c.f.03249840376

Potete indicare il progetto che volete sostenere:

  • Hi project Madege (progetto idroelettrico integrato “pane, acqua, salute, istruzione, lavoro”, nella Diocesi di Iringa, Tanzania)
  • Under the Mango Tree (per il sostegno a i bambini albini di Tabora,Tanzania)

Se volete restare in contatto con noi non dimenticate di lasciarci il vostro nome e un contatto, oppure seguiteci su http://www.scsf.it

Ciao Paolo

Un altro amico di Solidarietà ci lascia per unirsi agli altri che lo hanno preceduto.

Ciao Paolo ! Grazie dell’aiuto, del sostegno, del lavoro, della comprensione, della pazienza.

Grazie di cuore !

Conserverò caro il ricordo delle belle giornate trascorse assieme in serenità per molte delle quali spesso eri tu promotore assieme a Lina e a mia mamma, gite, visite o semplicemente occasioni per stare assieme alle famiglie, senza mai annoiarsi e mai banalmente.

Conserverò caro il tuo esempio di disponibilità, rettitudine ed amicizia nelle mille occasioni nelle quali ti sei speso e mai risparmiato per aiutare i tuoi amici di Solidarietà, Edgardo, Gianfranco e anche io mi ci metto nella scia dell’amicizia con i miei genitori; sempre attento a seguire le necessità e le vicende della nostra associazione che hai sempre seguito legato ad essa dallo stesso legame di amicizia e riconoscenza che ti legava a Edgardo e Gianfranco.

Grazie di tutto, mancherà il tuo contributo sempre attento e rivolto avanti, sono certo che continuerai a seguirci per il cammino che ci resta da fare.

Un abbraccio caro ed affettuoso a Lina che soffre ora il distacco e a Silvia e Andrea. La perdita di Paolo sarà difficile e pesante ma alleviata dal tesoro che i genitori ci lasciano comunque quando devono andare: amore, insegnamenti, esempi e ricordi che vi sosterranno e accompagneranno sempre.

Stefano e tutti gli amici di Solidarietà.

Il dono di una Amicizia

Gli amici non si possono scegliere.

Gli amici sono un dono.

Giulio è stato un dono grande, una presenza, una certezza durante tutta la mia vita fin da quando ne ho memoria, anzi da prima.

Don Giulio Matteuzzi, per me è sempre stato Giulio, amico di mio papà, assieme al quale trascorsero giorni felici (quasi mitici ai miei occhi di bambino) a Parigi ospiti dei padri canonici di Notre Dame discutendo del generale De Gaulle e di altre cose che io a malapena capivo.

Durante le vacanze estive in montagna nelle case dell’ONARMO io mangiavo solo se c’era Giulio a tenermi in braccio.

Don Giulio che amava i bambini nel senso più puro e struggente; Don Giulio che ci affascinava con i sui racconti dei Meninos de Rua e delle scuoline di Salvador de Bahia, quando tornava dai lunghi periodi di missione spesi in Brasile a combattere contro povertà, ignoranza, abbandono e anche violenza.

Tuttavia i suoi racconti non erano mai tristi o spaventosi, nonostante raccontassero di situazioni dure e certamente difficili erano sempre sereni, forse velati di quella “saudade” che aveva pervaso anche il suo spirito missionario.

Vicino alla Teologia bella Liberazione, mai fuori dal solco della Chiesa.

Don Giulio era seminatore di amicizie, sapeva attrarre a sé le persone e gli animi più disparati mettendoli in contatto e generando così sempre nuove ed inaspettate occasioni di amicizia, di scambio di dialogo e di confronto tra idee e punti di vista anche molto, molto lontani tra di loro.

Rientrato dalla ventennale missione in Brasile è diventato Parroco a Santa Maria in Strada, cogliendo ed alimentando lo spirito di questa millenaria abbazia cistercense del quale è presto diventato “attrattore” rendendola un luogo frequentato da Amici oltre che da parrocchiani, sotto la sua guida la sua è diventata presto (ma non senza impegno costante, fatica e a volte amarezza) una comunità allargata e accogliente (oggi si direbbe inclusiva) dove tutti (persone ed associazioni) sono degni di ascolto ed attenzione.

Il suo motto, nelle innumerevoli occasioni di incontro che non si stancava mai di creare, nei modi più disparati, sapendo sempre cogliere le attitudini delle parsone che attraeva, era “aiutateci ad aiutare” mettendo così in circolo, idee e disponibilità.

Amico fraterno di Gianfranco e di Anna Maria non ha mai mancato di dare loro sostegno soprattutto nei momenti più duri, come quelli della malattia e della morte di mia mamma, ha sempre saputo seguire le vite dei suoi amici non negando mai la sua amicizia, sempre, senza indugi, senza pretese, anche a costo di enormi sacrifici e rinunce personali e sono sicuro che sia stato così per tutti i suoi amici e spesso anche per chi amico suo non riusciva ad esserlo.

Uomo di fede, chiara, diritta, mai imposta, sempre messa in discussione soprattutto con chi non la condivideva, è stato amico di Edgardo Monari, sostenendone il progetto di Solidarità e Cooperazione Senza Frontiere, condividendo la sua esperienza missionaria, a volte anche in modo critico, ma sempre in amicizia.

Fu uno degli artefici del riavvicinamento tra Gianfranco ed Edgardo convincendoli a superare le divergenze mettendone anzi la dialettica al servizio dell’amicizia che li legava da quando giovani prestavano entrambi servizio presso la Colonia dell’Opera Pontificia Diocesana di Bologna a Dobbiaco.

Giulio, che seppe vedere e guidare me e Manuela quando forse nemmeno noi avevamo idea di quello che sarebbe stato il nostro cammino come famiglia.

Don Giulio cui dobbiamo il nostro primo “progetto” da neo laureati, quando chiese a me a a Manuela di progettare una “Maestà” da collocare all’incrocio della strada che portava all’ingresso della chiesa di Santa Maria in Strada dove da poco era diventato parroco.

Sapeva coinvolgere gli amici sempre avendo cura di non fare favori, ma sempre solo creando occasioni, opportunità che stava poi alla libertà di ciascuno saper cogliere.

Mancherà Don Giulio, mancherà Giulio; la sua amicizia, il suo esempio, il suo insegnamento resteranno nelle vite di tutti coloro che ha incontrato.

Certamente nella mia.

Ciao Giulio, mi mancano i tuoi giochi di prestigio, con i quali mi stupivi, traendo da quello stupore bambino una scintillante felicità.

Stefano Manservisi

Mentre tutto tace …

Noi ci siamo !!!

Ci siamo, siamo ancora qui e se non possiamo riprendere fisicamente la nostra attività in Tanzania e nemmeno in Italia (ancora per un paio di mesi almeno), siamo comunque ancora qui per tenere accesa la fiammella della speranza.

Speranza di superare questo brutto momento, innanzi tutto, speranza che anche i nostri amici in Tanzania lo possano superare senza doverne pagare il conto così alto che abbiamo dovuto sopportare noi.

SCSF in questi due difficilissimi anni ha perso diversi amici; partenze che anche se non tutte direttamente legate alla pandemia, hanno fiaccato le nostre energie e messo a dura prova la nostra speranza.

Tuttavia proprio per questo siamo ancora qui, proprio per tenere accesa la luce della speranza nella certezza che la Provvidenza aiuterà coloro che tanto si sono impegnati nel giusto.

Gianfranco (il mio amato papà, cui tutto devo, assieme alla mamma AnnaMaria) che ci ha lasciato proprio oggi ormai sei anni fa nel 2014, mi diceva sempre, soprattutto ogni volta che qualcuno invocava la divina Provvidenza: “Ricordati, Stefano, che la Provvidenza ti aiuta per il trenta per cento, il restante settanta devi metterlo tu !” Non ho dimenticato i suoi insegnamenti e posso dire, a me stesso, a tutti voi amici di Solidarietà, che Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere il proprio “settanta per cento” lo ha fatto fino in fondo e oltre !!!

Certo, di tutto questo impegno ne dobbiamo riconoscere gran parte al Professor Edgardo Monari che per questo ha donato tutto se stesso e lasciato le sue sostanze per proseguire, tutto ciò che è stato fatto e donato alla Diocesi di Iringa dovrà essere compiuto.

Adesso che le risorse, le nostre, sono ormai esaurite, tutte impiegate per quell’andare “oltre” cui Edgardo Monari chiedeva di perseguire, agli amici di solidarietà, nel suo testamento, lasciando la guida della sua associazione all’amico Gianfranco; adesso, dicevo, il nostro compito, il compito di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere è esattamente questo:

  1. tenera accesa la speranza nei momenti difficili;
  2. vigilare e sostenere il progetto “pane, acqua, salute, istruzione, lavoro”, ora saldamente nelle mani della Diocesi di Iringa, affinché possa giungere a conclusione e proseguire lungo il sentiero tracciato da Edgardo Monari;
  3. proseguire e sostenere con tutte le nostre risorse il cammino “a piccoli passi” di SCSF;
  4. conservare il ricordo e l’esperienza della generosità di tutti coloro che hanno donato il loro impegno di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere nel tempo.

Confidando nel pieno superamento dell’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da covid-19, entro il prossimo mese di ottobre 2021, convocheremo finalmente l’assemblea dei soci e degli amici di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere per fare il punto della situazione dopo questi due anni di parziale inattività e tracciare la strada per i prossimi 4 anni, essendo l’attuale consiglio direttivo ormai giunto al termine del suo mandato.

Cari amici, ho ora una richiesta personale da fare a ciascuno di voi:
in questi giorni di speranza e finalmente di ripresa (oserei quasi dire di “risurrezione”) vi chiedo di trovare un attimo per rivolgere un pensiero o semplicemente per recuperare dalla vostra memoria un ricordo di chi ci ha preceduto in questa avventura: Edgardo, Gianfranco, Don Giovanni, Don Tarcisio, Mario, Angelo e tutti gli altri che qui intendo ricordare uno ad uno.

Infine, nel giorno dell’anniversario del suo ritorno alla Casa del Padre, rivolgo un affettuoso pensiero al mio papà che assieme alla mamma ancora fanno il possibile per aiutare e guidare con il loro esempio, insegnamento e ispirazione il mio cammino quaggiù. Sarò loro eternamente grato per ciò che sono riuscito e riuscirò a fare di buono (ciò che non ho fatto di buono, temo sia invece tutta farina del mio sacco e ne chiedo perdono).

Gianfranco ci saluta dalla terrazza del Seminario di Tosamaganga dove eravamo ospiti di Padre Salvador Del Molino

Ciao papà, ciao mamma, vi abbraccio.

E un saluto a tutti gli amici che leggono queste parole nella speranza che non restino “nel vuoto”.

A presto

Stefano Manservisi

S. Natale 2020 – Lettera agli Amici di Solidarietà

Bologna 18 dicembre 2020

Cari amici e soci di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere,

è per me complicato raccontarvi in breve questo 2020 che nessuno di noi avrebbe potuto prevedere così difficile.

Prima di tutto permettetemi un ricordo degli amici che ci hanno recentemente lasciato.

Prima l’amico Mario Canali, con noi fin dall’inizio del progetto “Pane, Acqua, salute, Istruzione, Lavoro”. Il suo impegno è stato fondamentale, prima per alleviare la sofferenza del professor Monari quando, già gravemente ammalato, non volle rinunciare alla sua presenza in Tanzania; poi così prezioso nel condurre Gianfranco (e ma) per mano nel difficile avvicendamento alla guida di Solidarietà ed infine nella difficoltosa organizzazione del cantiere.

Poi (solo cronologicamente) Don Tarcisio Nardelli, un altro dei padri che la nostra associazione ha perso in questi ultimi anni, stimolo originario dell’impegno del suo amico Edgardo in Africa, non ha mai smesso di seguire, sostenere ed anche correggere quando ne ravvisò la necessità, il nostro cammino fino all’ultimo incontro in Consiglio poco prima di essere ricoverato.

Recuperare la lucidità necessaria per proseguire il nostro cammino non è stato facile dopo questi duri colpi ma la consapevolezza che certamente ora Don Tarcisio continua a seguirci ed a indicarci il percorso, soprattutto ora che si è riunito ai suoi amici Edgardo, Giovanni e Gianfranco. 

La situazione attuale è ben nota a tutti voi, nonostante ciò siamo riusciti ad andare avanti e compiere alcuni altri “piccoli passi”, come amava dire il Prof. Monari. Cercherò di riassumerli qui di seguito.

Il completamento dell’impianto idroelettrico, vero “motore” del progetto Idroelettrico Integrato “pane, acqua, salute, istruzione, lavoro” è attualmente dipendente da due fattori imprescindibili: primo, il reperimento, da parte della Diocesi di Iringa (quale ente titolare del progetto in Tanzania), del finanziamento locale necessario al completamento, per il quale necessaria la stipula di un accordo preliminare con il Governo della Tanzania, (poiché in Tanzania la “distribuzione” dell’energia non è completamente libera e deve essere regolata secondo le normative locali); secondo motivo è appunto legato al superamento delle difficoltà burocratiche per arrivare alla firma degli accordi con il governo per il conferimento dell’energia in eccesso alla rete nazionale e per la successiva distribuzione locale secondo accordi specifici.

Manca davvero poco affinché la luce possa essere accesa sulle nostre montagne e le risorse che ne deriveranno possano quindi essere impiegate per ciò cui questo ambizioso progetto mira, ovvero il miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie delle persone che vivono su quelle montagne.

Sapevamo anche che proprio questo ultimo passaggio sarebbe stato il più difficile perché non più unicamente legato alla nostra disponibilità e volontà ma caratterizzato dal passaggio di consegne verso la Diocesi di Iringa, ovvero coloro che in effetti saranno i reali beneficiari del progetto. Come è giusto che sia.

Siamo quindi arrivati al momento in cui sarà la Diocesi di Iringa a prendere in carico il progetto per inserirlo nel solco delle leggi e delle normative locali, ruolo guida cui essa era destinata sin dall’inizio e verso il quale noi ora ricopriamo un ruolo prevalentemente di supporto e vigilanza affinché il lavoro sin qui fatto non vada disperso e affinché le risorse che ne deriveranno siano utilizzate secondo la volontà e lo scopo originario del progetto.

Dopo la fatica non solo fisica di questi ultimi mesi sono felice di potervi informare che l’8 dicembre scorso, Padre Luciano Mpoma, per conto della Diocesi di Iringa ha firmato presso la sede governativa di Dodoma la convenzione per la fornitura di energia elettrica alla rete nazionale della Tanzania.

Questo impegno formale dovrebbe mettere finalmente la Diocesi di Iringa in condizioni di ottenere i finanziamenti necessari a commissionare gli ultimi allestimenti in centrale e gli allacciamenti alla rete nazionale per la definitiva messa in esercizio dell’impianto.

C’è ancora molto lavoro da faretre arrivare al traguardo, manca ancora pochi piccoli passi, ma sono i più impegnativi ed arrivano quando inevitabilmente le nostre risorse umane, economiche e anche emotive (consentitemi) sono notevolmente ridotte, proprio perchè le abbiamo investite tutto nel lavoro che ci eravamo impegnati a fare. Ora le nostre competenze si riducono, giustamente, per lasciare il passo a chi sul piano tecnico e burocratico deve farsi carico di avviare e gestire un progetto così impegnativo e complesso, tuttavia noi abbiamo l’onere di affiancare la Diocesi di Iringa proprio in questo ultimo percorso.

Speriamo e ci impegnano affinché, superati i vincoli di questa sciagurata emergenza sanitaria globale e quelli forse ancora più avvilenti (in quanto ancora meno comprensibili a noi) della burocrazia africana, si possa riprendere l’attività, completare il progetto ed accendere la luce.

Padre Luciano Mpoma per la Diocesi di Iringa firma l’accordo per collegare l’impianto di Madge alla rete elettrica Nazionale

Anche il nostro impegno per il sostegno ai bambini albini abbandonati di Tabora, assieme alla Diocesi locale, alle Suore della Provvidenza per l’infanzia abbandonata di Picenza (e ora anche di Tabora), alla associazione Progetto Agata Smeralda di Firenze e al Comitato dei genitori della parrocchia St. Mary Mother of God di Cheyo a Tabora, è proseguito durante questo anno con il sostegno tecnico alla costruzione delle prime quattro classi della scuola primaria voluta Diocesi

La scuola, realizzata dalla Parrocchia di Cheyo con fondi provenienti dalla associazione Agata Smeralda, raccolti attraverso la campagna attivata dalla trasmissione televisiva “Le Iene” è ora parte integrante del progetto educativo di inclusione ed educazione alla diversità per il re-inserimento sociale dei bambini albini.

Molte famiglie locali hanno aderito al progetto ed hanno voluto iscrivere i propri figli alla scuola materna delle Suore e alla Scuola Elementare della parrocchia di Cheyo dove frequenteranno assieme ai bambini albini ospiti della casa di accoglienza fornendo quindi contemporaneamente sostegno economico alla conduzione delle due scuole e concretezza al progetto educativo reciproco.

Lo sviluppo economico in Tanzania (che resta purtroppo ai primi posti della graduatoria delle nazioni più povere della terra) pone alcune delle famiglie che hanno la fortuna di avere un lavoro abbastanza stabile per entrambi i genitori, nella necessità di trovare strutture alle quali affidare con fiducia i propri figli e la loro istruzione. La Tanzania, ed in particolare proprio la regione di Tabora, pur avendo nominalmente uno dei tassi di scolarizzazione più alto tra i paesi dell’Africa sub-sahariana, soffre in realtà di una carenza cronica nella qualità dell’istruzione stessa. Proprio all’interno di questa situazione il percorso educativo proposto dalla scuola materna (istituzione attualmente totalmente assente in ambito pubblico in Tanzania) a quella primaria (per ora) dal progetto di Tabora costituiscono una alternativa di eccellenza accessibile a molte famiglie che sono ben felici di affidare a queste istituzione l’educazione dei loro figli.

Il nostro impegno si è poi concretizzando a novembre dando seguito concreto alle risorse che ci sono state affidate da tanti amici durante le attività e gli incontri che abbiamo organizzato dal 2016 ad oggi.

Sono stati raccolti circa 4.500 €uro destinati specificamente per il sostegno dei bambini albini di Tabora e che sono serviti per l’acquisto di un piccolo pulmino da utilizzare come ScuolaBus per venire incontro alle famiglie più lontane ed ai bambini più piccoli e fare in modo che possano raggiungere la scuola materna e la scuola elementare in sicurezza.

Il pulmino usato è stato acquistato direttamente da noi sul posto con l’aiuto del nostro caro amico e prezioso socio in Dar es Salaam, l’Ing. Asghedom Woldeghiorghis che ci segue e ci aiuta sin dall’inizio della nostra attività a Usokami e che di fatto ha diretto la costruzione della casa di Tabora.

Il pulmino è stato acquistato in accordo con la Diocesi di Tabora, con la parrocchia e con le Suore e sarà a servizio sia della scuola materna che della scuola elementare.

Infine due parole sulla nostra associazione. Purtroppo l’emergenza sanitaria in corso ci ha impedito, per obbligo e per opportunità, di ottemperare agli obblighi sociali e di incontrarci per l’assemblea annuale che d’accordo con i consiglieri è stata rimandata alla prima occasione possibile per poterla condurre in presenza e in serenità. Sarà una occasione molto importante per Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere, perché dovremo approvare le variazioni statutarie che assieme ai consiglieri stiamo approntando, per traghettare SCSF all’interno delle nuove regole che ora in Italia governano il “terzo settore” e quindi anche le associazioni di volontariato come la nostra, inoltre sarà anche l’occasione per rinnovare le cariche del consiglio direttivo che sono in scadenza con la fine del 2020.

Il nostro impegno resta immutato nella convinzione che proprio nei momenti difficili la Solidarietà e la Cooperazione siano le uniche risorse che abbiamo per poter proseguire il nostro cammino assieme, a piccoli passi come ci ha insegnato il nostro fondatore Edgardo Monari.

Vi ringrazio per il vostro tempo e per il vostro sostegno, per la attenzione e la disponibilità con le quali ci seguite e dal profondo del cuore faccio a tutti voi, alle vostre famiglie ed alle persone a voi più care i più sentiti e sinceri auguri di Buon Natale, nella speranza che possa portare Pace, Serenità e Salute a tutta la terra e che il prossimo anno possa essere davvero un anno di rinascita e ripartenza, tutti assieme.

AUGURI A TUTTI VOI AMICI DI SOLIDARIETA’!

Stefano Manservisi

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Grazie!

Un altro piccolo, grande passo

Martedì 8 dicembre 2020 Padre Luciano Mpoma a nome della Diocesi di Iringa, in veste di Direttore della Lung’ali Natural Resources ltd (onlus della Diocesi di Iringa fondata alcuni anno or sono per volontà del suo Arcivescovo, Rev. Mons. Tarcisius Ngalalekumtwa proprio allo scopo di amministrare l’impianto che stiamo realizzando nell’ambito del progetto originario “Pane, Acqua, Salute, Istruzione, Lavoro” voluto ed iniziato dal Professor Edgardo Monari) ha firmato il rinnovo dell’accordo che impegna il Governo della Tanzania, attraverso la compagnia elettrica nazionale (TANESCO), ad acquistare l’energia in surplus prodotta dall’impianto ora di proprietà della Diocesi di Iringa per il tramite della Lung’ali Natural Resources ltd, permettendo così al progetto di autosostentarsi anche in futuro.

Padre Luciano Mpoma (a sinistra) firma assieme ai tecnici della TANESCO (compagnia elettrica nazionale della Tanzania) l’accordo per il conferimento della energia elettrica in surplus che verrà prodotta dall’impianto di Madege appena questo sarà ultimato e collaudato.

Si tratta di un passo molto importante verso il completamento e la messa in esercizio dell’impianto che porterà sviluppo e concrete opportunità per il miglioramento delle condizioni di vita delle persone e delle famiglie che vivono sulle montagne dell’altopiano di Iringa che fa parte del territorio delle omonima arcidiocesi.

Tanto più importante in quanto necessario per consentire alla Diocesi di acquisire i fondi necessari proprio per il completamento dell’impianto che dopo tanti anni di lavoro e sacrifici è ormai a un passo dalla messa in esercizio.

Ci auguriamo che dopo quasi due anni di difficoltà tecniche e burocratiche, questo possa essere finalmente il primo segnale di una ripresa imminente per il raggiungimento di questo importante traguardo che ci permetterà di lasciare nelle mani della Diocesi uno strutto importante di sviluppo a favore delle famiglie come, con visionaria lungimiranza, aveva previsto il Professor Edgardo Minari, fondatore della nostra associazione e ideatore di questo importante progetto di promozione umana.

Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere proseguirà l’attività di supporto e affiancamento assieme ai tecnici della Brulli di Reggio Emilia che hanno supportato e seguito questo progetto sin dalle prime fasi di sviluppo, fino al suo completamento ed alla messa in esercizio.