Buona Pasqua !

Bologna, Domenica delle Palme 2022

Cari amici di solidarietà,

in questa giornata nella quale si celebra, con l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, l’inizio della sua “passione” che condurrà condurrà alla Croce e alla Resurrezione, non posso fare a meno di trovare un parallelo tra quella che immagino sia stata l’angoscia e il disorientamento degli Apostoli e dei discepoli in quel momento che a loro doveva apparire come il preludio alla fine, con i sentimenti che provo e sento condividere in questi giorni, quando quella Pace che abbiamo con troppa superficialità dato per acquisita se non per scontata, è concretamente in pericolo. Travolta da nuove e più vicine ed efferate violenze, mosse da spiriti e volontà di potere e dominio che nulla hanno a che vedere con quello spirito solidarietà e di cooperazione che ci sforziamo di condividere e quando sembra inevitabile rievocare ed innalzare nuove frontiere.

Pur con l’animo oppresso da queste angosce, da due anni di isolamento e distanziamento forzato durante i quali la nostra attività è rimasta pressoché sospesa (non solamente a causa della pandemia), anni durante i quali le distanze fisiche che mai ci hanno separato dai nostri amici sono diventate insuperabili, anni che ci hanno tenuto lontani da ciò che abbiamo realizzato con tanta fatica e tanto entusiasmo, anni che ci hanno separato dagli amici in Italia e in Tanzania, anni durante i quali molti (troppi) amici ci hanno lasciato; pur con l’animo oppresso da ciò che sta succedendo in Ucraina, proprio quando speravamo di poter ripartire e soprattutto per l’atrocità della guerra (non solo questa, ma purtroppo questa in particolare e per i motivi che ben conosciamo) , cerco con tutte le mie forze di mantenere la speranza.

E cosa più della Resurrezione può sostenere la speranza ?

Questo è il pensiero che voglio condividere con voi, amici che continuate a seguirci, anche se adesso siamo fermi, non dispero che potremo riprendere, voglio continuare a sperare che un mondo e un futuro migliore di quello che stiamo vedendo adesso sia possibile per i nostri figli e per i figli dei nostri amici in Italia e in Tanzania.

Auguro a tutti voi una Santa Pasqua di serenità e di speranza. Speranza di Pace, di Solidarietà e di Cooperazione … SENZA FRONTIERE.

Vi lascio anche il riferimento dove potete leggere il resoconto della spedizione in Ucraina della carovana “STOP THE WAR NOW”, più di sessanta veicoli carichi di generi si sostegno e conforto per che ha dovuto abbandonare ogni cosa, affetti e familiari per fuggire dall’orrore della guerra, più di 200 volontari provenienti da decine di associazioni che sono appena rientrati portando con loro altrettante persone (per lo più donne, bambini e anziani) che qui da noi cercano rifugio:

In fondo al diario di viaggio trovate anche tutti i riferimenti per fare, se volete, la vostra concreta azione di Pace.

Torneremo presto a incontrarci !

A tutti gli Amici di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere: Auguri di Buon Natale !

Bologna, 6 dicembre 2021

Cari amici e soci di Solidarietà, un altro anno è passato e nonostante le speranze di poter recuperare la piena operatività della nostra associazione, abbiamo dovuto arrenderci all’evidenza di una emergenza sanitaria che pur mitigata dalla disponibilità dei vaccini, permane tuttavia a condizionare la nostra attività.

Con i consiglieri avevamo programmato la convocazione dell’assemblea generale all’inizio di questo dicembre ma le norme di contrasto della pandemia e le difficoltà legate ad una eventuale gestione “a distanza” dell’assemblea ci hanno costretto a rimandare ancora una volta.

Ci incontreremo tutti insieme appena sarà possibile farlo, in serenità e sicurezza, di persona.

Abbiamo quindi optato per la condivisione dei temi che avremmo voluto affrontare insieme a voi, scrivendo questa lettera ed utilizzando i nostri soliti canali di comunicazione.

(la lettera che state leggendo è stata inviata a soci ed amici anche via posta elettronica e posta ordinaria, per tanto priva delle immagini che seguono e che testimoniano le attività che si sono succedute in Tanzania nel corso del 2021 e anche in questi ultimi mesi. Tutte le immagini pubblicate di seguito ci sono state mandate dai nostri amici che a diverso titolo continuano ad operare sui progetti che sosteniamo a Iringa ed a Tabora. A tutti questi amici giunga il nostro ringraziamento per l’impegno continuo nonostante le difficoltà)

Qui di seguito vorremmo quindi riassumere le attività che nonostante le difficoltà dovute alla pandemia, ci hanno visti impegnati sui nostri progetti più importanti.

Progetto idroelettrico integrato Hi project Madege, sul fiume Lukosi

La valle del fiume Lukosi, sulle montagne dell’altopiano di Iringa, nei pressi del villaggio di Madege (Tanzania), vista dall’alto del salto finale della condotta forzata che alimenterà le turbine della centrale idroelettrica. Acqua per lo sviluppo di questa zona abitata da numerose famiglie sparse in villaggi che popolano queste montagne africane.

Nonostante il rallentamento dovuto alle difficoltà burocratiche locali che la società della Diocesi di Iringa ha dovuto affrontare per arrivare ad ottenere i finanziamenti necessari per il completamento del progetto secondo il piano da tempo approvato ma che richiede importanti passaggi legati alle autorizzazioni locali ed al rinnovo dei contratti con la rete elettrica nazionale (ricordo che il progetto da tempo ormai non è più isolato ma sarà integrato nella rete nazionale permettendo in questo modo di trovare in ciò le risorse necessarie al futuro mantenimento autonomo dell’impianto stesso); l’8 dicembre 2020 Padre Luciano Mpoma (delegato della Diocesi di Iringa e direttore della società che la diocesi ha specificamente destinato alla gestione del progetto), ha firmato l’accordo preliminare con il Governo della Tanzania, ottenendo finalmente le certificazioni necessarie per poter accedere ai crediti bancari agevolati ed al sostegno della Agenzia delle Nazioni Unite per la Cooperazione allo Sviluppo e recuperare così le coperture finanziarie necessarie al completamento di questa ultima fase.

Sostenuti da questa nuova spinta locale, Don Luciano Mpoma (direttore di Lung’ali Natural Resources ltd – la società suggerita da noi e allestita dalla Diocesi di Iringa per seguire operativamente il progetto comune) sta faticosamente organizzando il lavoro per riavviare il cantiere di Maguta dopo due anni di fermo.

La strada di servizio alla condotta forzata, mantenuta praticabile grazia al continuo lavoro dei nostri amici di Madege sotto la guida di Padre Luciano Mpoma (Diocesi di Iringa) e dei tecnici locali (di Lung’Ali, la società voluta dall’Arcivescovo di Iringa – Mons. Tarcisius Ngalalekumtwa – proprio per occuparsi del nostro progetto)

Abbiamo sempre sostenuto, nel solco tracciato dal professor Edgardo Monari, che avremmo potuto definire positivamente compiuto il nostro impegno nel momento in cui non saremmo stati più indispensabili al suo sostentamento.

La “nostra” casa a Maguta, sulle montagne, lungo la valla ero Lukosi, vicino al villaggio di Madege (che da il nome al progetto). Intitolata al Professor Edgardo Monari e al suo amico Gianfranco Manservisi, è stato il rifugio accogliente per tutti i nostri volontari che si sono avvicendati in cantiere, speriamo di poterla riaprire presto per completare il lavoro assieme agli amici tanzaniani.

E’ di queste ultime settimane la comunicazione dell’avvenuta stipula dei contratti per l’ottenimento dei crediti necessari e la conseguente definizione del contratto di fornitura ed installazione della parte elettromeccanica mancante per il completamento della centrale e per arrivare all’allacciamento alla rete ed alla distribuzione dell’energia ai villaggi.

Gli operai al lavoro nel cantiere di Maguta (nei pressi del villaggio di Madege, lungo la valle del Lukosi) per mantenere in efficienza le nostre attrezzature, portate sul posto dall’Italia e in anni di viaggi di Solidarietà e ormai bisognose di continui interventi di manutenzione.

Anche se non possiamo ancora farlo in presenza sul posto, come abbiamo sempre caparbiamente cercato di fare, abbiamo continuato a sostenere e spronare la Diocesi di Iringa e per essa la loro società Lung’ali (che nella lingua locale ha l’evocativo significato di “lanterna”), sorta per volere comune nel 2013 proprio per questo scopo; e ora finalmente una luce si intravede all’orizzonte.

Ora finalmente la Diocesi di Iringa (e per essa Lung’ali sotto la guida di Don Luciano Mpoma) potrà operare con maggiore autonomia, per il completamento del progetto.

A breve saranno conclusi gli accordi, gestiti direttamente da Lung’ali, per gli ordini delle attrezzature necessarie al completamento della centrale elettrica e per passare finalmente ad allacciare l’impianto alla rete di distribuzione.

Vi terremo costantemente aggiornati su questi ultimi importanti sviluppi che dovrebbero finalmente condurre al completamento del progetto idroelettrico integrato.

Don Luciano Mpoma (al centro con gli occhiali) don gli operai del cantiere di Maguta. Fino al 2020 abbiamo sostenuto i costi del mantenimento di questi operai, ora l’onere è tutto sulle spalle della Diocesi di Iringa che chiede il nostro aiuto: aiutateci ad aiutarli !!!

Progetto Under the Mango Tree a Tabora

Il ringraziamento dei bambini albini ospiti della Suore della Provvidenza nella casa di Tabora cui anche noi abbiano contribuito a realizzare. Ora il progetto deve proseguire per essere completato con altre strutture per l’accoglienza, l’istruzione e l’integrazione dei bambini albini con gli altri loro coetanei. (un grazie speciale a Nicoletta Ferrari e a tutte le sorelle della congregazione delle Suore della Provvidenza che ci hanno accolto in questo progetto)

Il progetto si sta ampliando con il sostegno della rete di associazioni (tra le quali la nostra) e della Diocesi cattolica di Tabora, con la realizzazione della scuola materna aperta a tutte le famiglie della città e collegata al centro di accoglienza dei bambini albini nella parrocchia di Mary Mother of God di Cheyo.

Le prime fasi della realizzazione della scuola elementare della Parrocchia di Mary Mother of God subito fuori dal perimetro della casa e della scuola materna (sullo sfondo dietro al muro) gestite dalle Suore della Provvidenza e realizzate con il contributo tecnico e logistico di SCSF e dei nostri volontari e volontarie.

Come sapete SCSF ha contribuito fin dall’inizio con il sostegno tecnico, logistico ed economico alla realizzazione della casa, della scuola materna e da ultimo con l’acquisto del minivan per il servizio di scuolabus, fondamentale per assicurare l’accesso a scuola in sicurezza per i più piccoli.

L’arrivo del mini-bus donato da Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere al Centro di Accoglienza per i bambini albini di Tabora (Tanzania) nell’ambito del progetto “Under the Mango Tree” che si occupa del recupero e re-inserimento dei bambini albini abbandonati e vittime di violenze.

Il nuovo servizio (sostenuto anche dal contributo delle famiglie che ne usufruiscono) è stato molto apprezzato, al punto che la parrocchia lo ha dovuto ampliare affiancando al nostro un secondo bus più grande.

Il nuovo scuolabus che affiancherà quello donato da SCSF lo scorso anno

Assieme a Nicoletta Ferrari (coordinatrice del progetto) ed alla Congregazione delle Suore della Provvidenza per l’infanzia di Piacenza (che conducono la casa e la scuola materna) stiamo organizzando il nostro contributo per il proseguimento del progetto Under the Mango Tree che attualmente costituisce per SCSF la più reale e concreta possibilità e fida per proseguire la nostra attività in Tanzania. Abbiamo in programma di avviare attività di raccolta fondi e campagne di crowdfunding che in attesa di poter tornare sul campo, ci consentano di proseguire il nostro impegno a Tabora.

Le nuove aule della scuola elementare della parrocchia di Mary Mother of God, nel quartiere di Cheyo a Tabora (Tanzania) dove sorge il centro di accoglienza per i bambini albini abbandonati. La scuola elementare è in corso di realizzazione con il contributo economico della Congregazione delle suore della Provvidenza per l’infanzia di Piacenza e della Diocesi di Tabora in collaborazione con la parrocchia locale.

Infine, il rendiconto delle attività di SCSF riferito al biennio 20/21 sarà pubblicato sul nostro sito web non appena verrà approvato dal CD.

Molte sono ancora le cose che vorremmo condividere con voi le immagini che più di tante parole, possono rendervi conto di come i nostri progetti stiano proseguendo, nonostante le difficoltà, a piccoli passi.

Siete invitati ad accedere al nostro blog su www.scsf.it dove troverete gli aggiornamenti e le immagini più recenti.

In ricordo degli amici che ci hanno lasciato

Vorrei poi ricordare assieme a voi gli amici che in questi ultimi mesi ci hanno lasciato per tornare alla casa del Padre: Aristide Govoni che assieme al prof. Monari rese possibile la realizzazione della centrale di Usokami; Paolo Pallotti amico fraterno di Edgardo e di mio babbo, consigliere, guida e memoria preziosa per noi ed in particolare per me, sempre attivo solerte nell’aiutarci in mille modi; Don Giulio Matteuzzi amico di una vita per Gianfranco e molti di noi, è sempre stato vicino alla nostra associazione con spirito di amicizia; “aiutateci ad aiutare” era il suo motto per mettere in contatto sensibilità e animi differenti; Don Tarcisio Nardelli, missionario e parroco di Usokami, consigliere e da sempre guida spirituale per tutti noi prima in Tanzania e poi in Italia assieme a Don Giovanni Cattani; Mario Canali che fu il braccio destro di Monari soprattutto negli ultimi viaggi quando era già malato e debole e che si fece carico di consegnare nelle mani di Gianfranco l’attività del progetto idroelettrico in Tanzania. Purtroppo questo periodo ci ha privato di molti amici, ma sono convinto che la schiera di coloro che ci sostengono non sia per questo più esigua e l’esempio di questi nostri amici è la nostra guida e la nostra “lanterna” nel cammino a piccoli passi di Solidarietà.

Nella speranza di potervi rivedere tutti di persona al più presto mi è preziosa l’occasione per fare a tutti voi i nostri più sinceri e sentiti auguri di Buon Natale e Buone feste, sperando che nonostante tutto quello che abbiamo passato negli ultimi mesi e che ancora ci sta affliggendo, possiate trascorrere un Natale di pace e serenità assieme alle persone che vi sono più care e che vogliate continuare a sostenerci e a condividere lo spirito di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere anche nel prossimo anno.

Buon Natale e buon anno nuovo !

Stefano Manservisi
e tutti i consiglieri di SCSF

Quello che stiamo attraversando è un periodo molto difficile e complesso, soprattutto per le associazioni come la nostra che operano all’estero, con risorse proprie e contributi volontari e siamo consapevoli delle difficoltà di ciascuno anche perché ne sperimentiamo direttamente il peso.

Siamo tuttavia fermamente convinti che dalle situazione difficili come quella che ci sta affliggendo (e con noi tutto il mondo) si possa uscire solo tutti assieme guardando oltre con solidarietà, cooperazione e senza frontiere:

Continuate a sostenere i nostri progetti:

  • conto corrente postale: n° 17657404 
  • conto corrente bancario: IBAN: IT40T0329601601000066331084
  • 5×1000 a favore di:  Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere c.f.03249840376

Potete indicare il progetto che volete sostenere:

  • Hi project Madege (progetto idroelettrico integrato “pane, acqua, salute, istruzione, lavoro”, nella Diocesi di Iringa, Tanzania)
  • Under the Mango Tree (per il sostegno a i bambini albini di Tabora,Tanzania)

Se volete restare in contatto con noi non dimenticate di lasciarci il vostro nome e un contatto, oppure seguiteci su http://www.scsf.it

Mentre tutto tace …

Noi ci siamo !!!

Ci siamo, siamo ancora qui e se non possiamo riprendere fisicamente la nostra attività in Tanzania e nemmeno in Italia (ancora per un paio di mesi almeno), siamo comunque ancora qui per tenere accesa la fiammella della speranza.

Speranza di superare questo brutto momento, innanzi tutto, speranza che anche i nostri amici in Tanzania lo possano superare senza doverne pagare il conto così alto che abbiamo dovuto sopportare noi.

SCSF in questi due difficilissimi anni ha perso diversi amici; partenze che anche se non tutte direttamente legate alla pandemia, hanno fiaccato le nostre energie e messo a dura prova la nostra speranza.

Tuttavia proprio per questo siamo ancora qui, proprio per tenere accesa la luce della speranza nella certezza che la Provvidenza aiuterà coloro che tanto si sono impegnati nel giusto.

Gianfranco (il mio amato papà, cui tutto devo, assieme alla mamma AnnaMaria) che ci ha lasciato proprio oggi ormai sei anni fa nel 2014, mi diceva sempre, soprattutto ogni volta che qualcuno invocava la divina Provvidenza: “Ricordati, Stefano, che la Provvidenza ti aiuta per il trenta per cento, il restante settanta devi metterlo tu !” Non ho dimenticato i suoi insegnamenti e posso dire, a me stesso, a tutti voi amici di Solidarietà, che Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere il proprio “settanta per cento” lo ha fatto fino in fondo e oltre !!!

Certo, di tutto questo impegno ne dobbiamo riconoscere gran parte al Professor Edgardo Monari che per questo ha donato tutto se stesso e lasciato le sue sostanze per proseguire, tutto ciò che è stato fatto e donato alla Diocesi di Iringa dovrà essere compiuto.

Adesso che le risorse, le nostre, sono ormai esaurite, tutte impiegate per quell’andare “oltre” cui Edgardo Monari chiedeva di perseguire, agli amici di solidarietà, nel suo testamento, lasciando la guida della sua associazione all’amico Gianfranco; adesso, dicevo, il nostro compito, il compito di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere è esattamente questo:

  1. tenera accesa la speranza nei momenti difficili;
  2. vigilare e sostenere il progetto “pane, acqua, salute, istruzione, lavoro”, ora saldamente nelle mani della Diocesi di Iringa, affinché possa giungere a conclusione e proseguire lungo il sentiero tracciato da Edgardo Monari;
  3. proseguire e sostenere con tutte le nostre risorse il cammino “a piccoli passi” di SCSF;
  4. conservare il ricordo e l’esperienza della generosità di tutti coloro che hanno donato il loro impegno di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere nel tempo.

Confidando nel pieno superamento dell’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da covid-19, entro il prossimo mese di ottobre 2021, convocheremo finalmente l’assemblea dei soci e degli amici di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere per fare il punto della situazione dopo questi due anni di parziale inattività e tracciare la strada per i prossimi 4 anni, essendo l’attuale consiglio direttivo ormai giunto al termine del suo mandato.

Cari amici, ho ora una richiesta personale da fare a ciascuno di voi:
in questi giorni di speranza e finalmente di ripresa (oserei quasi dire di “risurrezione”) vi chiedo di trovare un attimo per rivolgere un pensiero o semplicemente per recuperare dalla vostra memoria un ricordo di chi ci ha preceduto in questa avventura: Edgardo, Gianfranco, Don Giovanni, Don Tarcisio, Mario, Angelo e tutti gli altri che qui intendo ricordare uno ad uno.

Infine, nel giorno dell’anniversario del suo ritorno alla Casa del Padre, rivolgo un affettuoso pensiero al mio papà che assieme alla mamma ancora fanno il possibile per aiutare e guidare con il loro esempio, insegnamento e ispirazione il mio cammino quaggiù. Sarò loro eternamente grato per ciò che sono riuscito e riuscirò a fare di buono (ciò che non ho fatto di buono, temo sia invece tutta farina del mio sacco e ne chiedo perdono).

Gianfranco ci saluta dalla terrazza del Seminario di Tosamaganga dove eravamo ospiti di Padre Salvador Del Molino

Ciao papà, ciao mamma, vi abbraccio.

E un saluto a tutti gli amici che leggono queste parole nella speranza che non restino “nel vuoto”.

A presto

Stefano Manservisi

S. Natale 2020 – Lettera agli Amici di Solidarietà

Bologna 18 dicembre 2020

Cari amici e soci di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere,

è per me complicato raccontarvi in breve questo 2020 che nessuno di noi avrebbe potuto prevedere così difficile.

Prima di tutto permettetemi un ricordo degli amici che ci hanno recentemente lasciato.

Prima l’amico Mario Canali, con noi fin dall’inizio del progetto “Pane, Acqua, salute, Istruzione, Lavoro”. Il suo impegno è stato fondamentale, prima per alleviare la sofferenza del professor Monari quando, già gravemente ammalato, non volle rinunciare alla sua presenza in Tanzania; poi così prezioso nel condurre Gianfranco (e ma) per mano nel difficile avvicendamento alla guida di Solidarietà ed infine nella difficoltosa organizzazione del cantiere.

Poi (solo cronologicamente) Don Tarcisio Nardelli, un altro dei padri che la nostra associazione ha perso in questi ultimi anni, stimolo originario dell’impegno del suo amico Edgardo in Africa, non ha mai smesso di seguire, sostenere ed anche correggere quando ne ravvisò la necessità, il nostro cammino fino all’ultimo incontro in Consiglio poco prima di essere ricoverato.

Recuperare la lucidità necessaria per proseguire il nostro cammino non è stato facile dopo questi duri colpi ma la consapevolezza che certamente ora Don Tarcisio continua a seguirci ed a indicarci il percorso, soprattutto ora che si è riunito ai suoi amici Edgardo, Giovanni e Gianfranco. 

La situazione attuale è ben nota a tutti voi, nonostante ciò siamo riusciti ad andare avanti e compiere alcuni altri “piccoli passi”, come amava dire il Prof. Monari. Cercherò di riassumerli qui di seguito.

Il completamento dell’impianto idroelettrico, vero “motore” del progetto Idroelettrico Integrato “pane, acqua, salute, istruzione, lavoro” è attualmente dipendente da due fattori imprescindibili: primo, il reperimento, da parte della Diocesi di Iringa (quale ente titolare del progetto in Tanzania), del finanziamento locale necessario al completamento, per il quale necessaria la stipula di un accordo preliminare con il Governo della Tanzania, (poiché in Tanzania la “distribuzione” dell’energia non è completamente libera e deve essere regolata secondo le normative locali); secondo motivo è appunto legato al superamento delle difficoltà burocratiche per arrivare alla firma degli accordi con il governo per il conferimento dell’energia in eccesso alla rete nazionale e per la successiva distribuzione locale secondo accordi specifici.

Manca davvero poco affinché la luce possa essere accesa sulle nostre montagne e le risorse che ne deriveranno possano quindi essere impiegate per ciò cui questo ambizioso progetto mira, ovvero il miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie delle persone che vivono su quelle montagne.

Sapevamo anche che proprio questo ultimo passaggio sarebbe stato il più difficile perché non più unicamente legato alla nostra disponibilità e volontà ma caratterizzato dal passaggio di consegne verso la Diocesi di Iringa, ovvero coloro che in effetti saranno i reali beneficiari del progetto. Come è giusto che sia.

Siamo quindi arrivati al momento in cui sarà la Diocesi di Iringa a prendere in carico il progetto per inserirlo nel solco delle leggi e delle normative locali, ruolo guida cui essa era destinata sin dall’inizio e verso il quale noi ora ricopriamo un ruolo prevalentemente di supporto e vigilanza affinché il lavoro sin qui fatto non vada disperso e affinché le risorse che ne deriveranno siano utilizzate secondo la volontà e lo scopo originario del progetto.

Dopo la fatica non solo fisica di questi ultimi mesi sono felice di potervi informare che l’8 dicembre scorso, Padre Luciano Mpoma, per conto della Diocesi di Iringa ha firmato presso la sede governativa di Dodoma la convenzione per la fornitura di energia elettrica alla rete nazionale della Tanzania.

Questo impegno formale dovrebbe mettere finalmente la Diocesi di Iringa in condizioni di ottenere i finanziamenti necessari a commissionare gli ultimi allestimenti in centrale e gli allacciamenti alla rete nazionale per la definitiva messa in esercizio dell’impianto.

C’è ancora molto lavoro da faretre arrivare al traguardo, manca ancora pochi piccoli passi, ma sono i più impegnativi ed arrivano quando inevitabilmente le nostre risorse umane, economiche e anche emotive (consentitemi) sono notevolmente ridotte, proprio perchè le abbiamo investite tutto nel lavoro che ci eravamo impegnati a fare. Ora le nostre competenze si riducono, giustamente, per lasciare il passo a chi sul piano tecnico e burocratico deve farsi carico di avviare e gestire un progetto così impegnativo e complesso, tuttavia noi abbiamo l’onere di affiancare la Diocesi di Iringa proprio in questo ultimo percorso.

Speriamo e ci impegnano affinché, superati i vincoli di questa sciagurata emergenza sanitaria globale e quelli forse ancora più avvilenti (in quanto ancora meno comprensibili a noi) della burocrazia africana, si possa riprendere l’attività, completare il progetto ed accendere la luce.

Padre Luciano Mpoma per la Diocesi di Iringa firma l’accordo per collegare l’impianto di Madge alla rete elettrica Nazionale

Anche il nostro impegno per il sostegno ai bambini albini abbandonati di Tabora, assieme alla Diocesi locale, alle Suore della Provvidenza per l’infanzia abbandonata di Picenza (e ora anche di Tabora), alla associazione Progetto Agata Smeralda di Firenze e al Comitato dei genitori della parrocchia St. Mary Mother of God di Cheyo a Tabora, è proseguito durante questo anno con il sostegno tecnico alla costruzione delle prime quattro classi della scuola primaria voluta Diocesi

La scuola, realizzata dalla Parrocchia di Cheyo con fondi provenienti dalla associazione Agata Smeralda, raccolti attraverso la campagna attivata dalla trasmissione televisiva “Le Iene” è ora parte integrante del progetto educativo di inclusione ed educazione alla diversità per il re-inserimento sociale dei bambini albini.

Molte famiglie locali hanno aderito al progetto ed hanno voluto iscrivere i propri figli alla scuola materna delle Suore e alla Scuola Elementare della parrocchia di Cheyo dove frequenteranno assieme ai bambini albini ospiti della casa di accoglienza fornendo quindi contemporaneamente sostegno economico alla conduzione delle due scuole e concretezza al progetto educativo reciproco.

Lo sviluppo economico in Tanzania (che resta purtroppo ai primi posti della graduatoria delle nazioni più povere della terra) pone alcune delle famiglie che hanno la fortuna di avere un lavoro abbastanza stabile per entrambi i genitori, nella necessità di trovare strutture alle quali affidare con fiducia i propri figli e la loro istruzione. La Tanzania, ed in particolare proprio la regione di Tabora, pur avendo nominalmente uno dei tassi di scolarizzazione più alto tra i paesi dell’Africa sub-sahariana, soffre in realtà di una carenza cronica nella qualità dell’istruzione stessa. Proprio all’interno di questa situazione il percorso educativo proposto dalla scuola materna (istituzione attualmente totalmente assente in ambito pubblico in Tanzania) a quella primaria (per ora) dal progetto di Tabora costituiscono una alternativa di eccellenza accessibile a molte famiglie che sono ben felici di affidare a queste istituzione l’educazione dei loro figli.

Il nostro impegno si è poi concretizzando a novembre dando seguito concreto alle risorse che ci sono state affidate da tanti amici durante le attività e gli incontri che abbiamo organizzato dal 2016 ad oggi.

Sono stati raccolti circa 4.500 €uro destinati specificamente per il sostegno dei bambini albini di Tabora e che sono serviti per l’acquisto di un piccolo pulmino da utilizzare come ScuolaBus per venire incontro alle famiglie più lontane ed ai bambini più piccoli e fare in modo che possano raggiungere la scuola materna e la scuola elementare in sicurezza.

Il pulmino usato è stato acquistato direttamente da noi sul posto con l’aiuto del nostro caro amico e prezioso socio in Dar es Salaam, l’Ing. Asghedom Woldeghiorghis che ci segue e ci aiuta sin dall’inizio della nostra attività a Usokami e che di fatto ha diretto la costruzione della casa di Tabora.

Il pulmino è stato acquistato in accordo con la Diocesi di Tabora, con la parrocchia e con le Suore e sarà a servizio sia della scuola materna che della scuola elementare.

Infine due parole sulla nostra associazione. Purtroppo l’emergenza sanitaria in corso ci ha impedito, per obbligo e per opportunità, di ottemperare agli obblighi sociali e di incontrarci per l’assemblea annuale che d’accordo con i consiglieri è stata rimandata alla prima occasione possibile per poterla condurre in presenza e in serenità. Sarà una occasione molto importante per Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere, perché dovremo approvare le variazioni statutarie che assieme ai consiglieri stiamo approntando, per traghettare SCSF all’interno delle nuove regole che ora in Italia governano il “terzo settore” e quindi anche le associazioni di volontariato come la nostra, inoltre sarà anche l’occasione per rinnovare le cariche del consiglio direttivo che sono in scadenza con la fine del 2020.

Il nostro impegno resta immutato nella convinzione che proprio nei momenti difficili la Solidarietà e la Cooperazione siano le uniche risorse che abbiamo per poter proseguire il nostro cammino assieme, a piccoli passi come ci ha insegnato il nostro fondatore Edgardo Monari.

Vi ringrazio per il vostro tempo e per il vostro sostegno, per la attenzione e la disponibilità con le quali ci seguite e dal profondo del cuore faccio a tutti voi, alle vostre famiglie ed alle persone a voi più care i più sentiti e sinceri auguri di Buon Natale, nella speranza che possa portare Pace, Serenità e Salute a tutta la terra e che il prossimo anno possa essere davvero un anno di rinascita e ripartenza, tutti assieme.

AUGURI A TUTTI VOI AMICI DI SOLIDARIETA’!

Stefano Manservisi

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Contribuite e sostenete concretamente i nostri progetti destinando il 5×1000 a Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere (S.C.S.F.) indicando il Codice Fiscale 03249840376 nella vostra dichiarazione dei redditi. Non costa nulla ma è un contributo concreto !

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Potete effettuare le vostre donazioni anche direttamente sul c.c. postale n° 17657404 intestato a Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere. Oppure tramite bonifico ordinario a Banca Fideuram, IBAN IT40T0329601601000066331084 intestandolo a “Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere” .

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Grazie!

Un altro piccolo, grande passo

Martedì 8 dicembre 2020 Padre Luciano Mpoma a nome della Diocesi di Iringa, in veste di Direttore della Lung’ali Natural Resources ltd (onlus della Diocesi di Iringa fondata alcuni anno or sono per volontà del suo Arcivescovo, Rev. Mons. Tarcisius Ngalalekumtwa proprio allo scopo di amministrare l’impianto che stiamo realizzando nell’ambito del progetto originario “Pane, Acqua, Salute, Istruzione, Lavoro” voluto ed iniziato dal Professor Edgardo Monari) ha firmato il rinnovo dell’accordo che impegna il Governo della Tanzania, attraverso la compagnia elettrica nazionale (TANESCO), ad acquistare l’energia in surplus prodotta dall’impianto ora di proprietà della Diocesi di Iringa per il tramite della Lung’ali Natural Resources ltd, permettendo così al progetto di autosostentarsi anche in futuro.

Padre Luciano Mpoma (a sinistra) firma assieme ai tecnici della TANESCO (compagnia elettrica nazionale della Tanzania) l’accordo per il conferimento della energia elettrica in surplus che verrà prodotta dall’impianto di Madege appena questo sarà ultimato e collaudato.

Si tratta di un passo molto importante verso il completamento e la messa in esercizio dell’impianto che porterà sviluppo e concrete opportunità per il miglioramento delle condizioni di vita delle persone e delle famiglie che vivono sulle montagne dell’altopiano di Iringa che fa parte del territorio delle omonima arcidiocesi.

Tanto più importante in quanto necessario per consentire alla Diocesi di acquisire i fondi necessari proprio per il completamento dell’impianto che dopo tanti anni di lavoro e sacrifici è ormai a un passo dalla messa in esercizio.

Ci auguriamo che dopo quasi due anni di difficoltà tecniche e burocratiche, questo possa essere finalmente il primo segnale di una ripresa imminente per il raggiungimento di questo importante traguardo che ci permetterà di lasciare nelle mani della Diocesi uno strutto importante di sviluppo a favore delle famiglie come, con visionaria lungimiranza, aveva previsto il Professor Edgardo Minari, fondatore della nostra associazione e ideatore di questo importante progetto di promozione umana.

Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere proseguirà l’attività di supporto e affiancamento assieme ai tecnici della Brulli di Reggio Emilia che hanno supportato e seguito questo progetto sin dalle prime fasi di sviluppo, fino al suo completamento ed alla messa in esercizio.

Under the Mango Tree … school-bus

Grazie !

Grazie agli amici di Solidarietà che con i loro contributi e la fiducia accortatici hanno contribuito all’acquisto di un piccolo scuola-bus per il progetto Under the Mango Tree.

Il piccolo munibus, che sarà al servizio della scuola materna gestita dalle Suore della Provvidenza e della scuola elementare gestita dalla parrocchia di St. Mary Mother of God, consentirà di agevolare l’accesso a scuola soprattutto per i bambini più piccoli e più lontani dalla scuola.

Dopo numerose richieste e verifiche abbiamo concordato, assieme alle altre associazioni che con noi seguono e supportano il progetto “Under the Mango Tree” per l’accoglienza e l’educazione dei bambini albini abbandonati di Cheyo a Tabora, di dotare le due scole, che fanno parte del progetto, di un primo economico strumento per agevolare l’accesso alla scuola in particolare delle famiglie che hanno deciso di iscrivere i loro bambini nelle scuole che accolgono anche (non solo !) i bambini albini ospiti della casa delle Suore della Provvidenza, condividendone lo spirito di inclusione e di educazione alla accettazione e valorizzazione delle diversità.

Una occasione di accogliere questi ultimi tra i piccoli per ridare loro il calore di una famiglia, inserendoli in una comunità che ha, in questo modo, l’opportunità di educare i propri figli assieme a loro per imparare ad accettare la diversità come valore reciproco, evitando di cadere nelle trappole feroci della superstizione dell’ignoranza.

In molti, per 4 anni dal 2016 al 2019, ci avete affidato il vostro contributo a favore dei bambini di Tabora. Durante questo strano e difficile 2020, dopo molti scambi di opinioni con le altre associazioni che seguono il progetto e d’accordo con le direzioni delle due scuole, abbiamo deciso il contributo da parte di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere sarebbe stato quello dare sostegno al progetto scuola-bus.

Dobbiamo ringraziare l’amico Ing. John Asghedom Woldeghiorghis, nostro socio residente a Dar es Salaam che ci ha consentito di selezionare il veicolo adatto concordandone l’acquisto con la approvazione della Parrocchia e della Diocesi (cui sarà intestato ed assicurato secondo gli obblighi locali).

Si tratta di un piccolo contributo iniziale i cui costi di gestione saranno sostenuti dalle quote delle famiglie che (potendo contribuire) usufruiranno del servizio, assieme al comitato locale di sostegno ai bambini albini per le quote relative ai bambini ospiti della casa e assieme alle Suore della Provvidenza che con la comunità parrocchiale si divideranno gli oneri delle eventuali manutenzioni straordinarie future.

Siamo felici di essere riusciti a fare qualcosa di molto utile anche in questo anno difficile, e lo abbiamo fatto con il vostro aiuto.

Ancora grazie a tutti voi per la vostra generosità ! Continuate a sostenere i nostri progetti.

Don Tarcisio

Mi risulta difficile scrivere di un altro amico che ci ha lasciato, una persona speciale, non comune.

L’attraversata di questi ultimi due anni è decisamente difficoltosa, prima la bonaccia di una impotente ma impegnativa (negli infiniti tentativi di remare comunque verso la riva senza il vento) attesa del dipanarsi di questioni complesse tra burocrazia e finanza (entrambi ambiti a noi così estranei nel bene e nel male!) poi la tempesta di questa pandemia che ci taglia il fiato e le energie.

Davvero, mi risulta difficile parlare ancora una volta di una perdita. Tanto più in quanto è la perdita più che di un amico, di un padre.

Don Tarcisio Nardelli, per me semplicemente Don Tarcisio, ci ha lasciato domenica scorsa a causa di questa nuova e subdola malattia.

Conobbi Don Tarcisio nel settembre del 1976 in Friuli quando, quattordicenne, accompagnai i miei genitori assieme al Prof. Monari per contribuire alla costruzione delle casette per le famiglie colpite dal terremoto. L’iniziativa partì dalla Caritas di Bologna con Don Tarcisio, che chiamò il suo amico Edgardo per aiutarlo. Non dimenticherò l’esperienza fatta per le vie di Gemona camminando assieme ai miei genitori che discutevano sul da farsi assieme al Prof. Monari e a Don Tarcisio, mentre la terra ancora tremava.

Anni dopo, nel 1984, lo incontrai ancora a Usokami, dove andai quell’anno la prima volta, sempre assieme al Prof. Monari, per fare con Felice Monaco e Marco Del Duca il rilievo strumentale dell’area dove sarebbe sorta la diga sul fiume Mafufumwe per portare l’energia elettrica alla Missione di Usokami presso la quale Don Tarcisio Nardelli era Padre Missionario per la Diocesi di Bologna.

Fu proprio Don Tarcisio, assieme al Prof. Monari ad accompagnarmi nella scoperta di quel mondo per me allora così lontano e sconosciuto.

Fu proprio Don Tarcisio, chiedendo aiuto al suo amico Edgardo per portare l’energia elettrica all’allora dispensario della missione di Usokami, a dare inizio alla avventura africana nella quale ancora siamo coinvolti e che ci ha dato l’opportunità di conoscere e crescere in questa difficile e faticosa ma contemporaneamente giusta ed entusiasmante esperienza di Solidarietà.

Ho ritrovato Don Tarcisio a Bologna quando chiamò mio babbo, Gianfranco, suo amico, per aiutarlo ad occuparsi delle questioni tecniche mentre io ancora studente universitario, muovevo i primi passi nel mondo della professione al suo fianco.

Don Tarcisio con il suo pensiero, le sue parole ed il suo esempio è sempre stato un riferimento, spesso una boa sicura, per mantenere la rotta nel lungo cammino con Solidarietà in Tanzania, soprattutto dopo la scomparsa di Edgardo, Gianfranco e di Don Giovanni, quando mi sono ritrovato con la responsabilità diretta della conduzione di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere.

Proprio a lui mi rivolsi, da poco investito di questa responsabilità, all’indomani della scomparsa di Don Giovanni, sentendo che l’associazione era rimasta ancora una volta orfana di uno dei suoi padri, per farci da Padre Spirituale ed aiutarci (aiutarmi) nella nostra (mia) difficoltà per proseguire il nostro cammino “a piccoli passi”.

Ricordo bene le sue parole di disponibilità nonostante i tanti impegni e l’età; ricordo le sue parole ed i suggerimenti preziosi, soprattutto in questi ultimi anni difficili.

Ho negli occhi e nelle orecchie l’entusiasmo e la determinazione concreta delle sue parole e delle sue preghiere ai nostri incontri e nelle sue “omelie” online, così concrete e vicine, in questo periodo di segregazione sociale durante il quale proprio gli uomini e religiosi come lui hanno continuato a fare da “ponte” tra le persone, soprattutto con quelle più deboli, disagiate ed in difficoltà, fino a rischiare ed infine sacrificare la propria salute la propria vita.

Ciao Don Tarcisio, ci mancherai ! Mi mancherai ! Mi mancheranno le tue parole, i tuoi suggerimenti, la tua esperienza, e anche la tua voce, così incredibilmente e contemporaneamente forte e dolce.

Ho un’ultima preghiera da farti, caro Don Tarcisio, un altro favore da chiederti, ora che certamente sei nella casa del Padre Nostro assieme a tutti i giusti ed in particolare al fianco di Edgardo, Gianfranco, Don Giovanni: assieme a loro continuate a sostenerci a darci la forza e la capacità di proseguire il cammino che avete tracciato, illuminate gli amici che assieme a noi stanno percorrendo questo ultimo difficoltoso tratto, aiutateci a portarlo a compimento.

Un abbraccio, forte

Stefano

Amici

Condivido con voi il ricordo di Mario che mi ha mandato l’amico Giuliano.

“Sto riflettendo anche sul fatto che la comunità di Solidarietà “nel regno dei cieli” si sta ingrossando sempre più. Se si coalizzano per chiedere al Padre comune di farci la grazia di ultimare i lavori della centrale sono convinto che questo aiuto indispensabile ci perverrà.    

Ho conosciuto Mario quando la sua attività in Tanzania per la costruzione della centrale idroelettrica di Madege era già in atto da molto tempo.

Subito ho apprezzato il suo impegno a tutto campo per la competenza nella organizzazione e la gestione dei lavori, il collegamento con i progettisti a Bologna per ricevere il benestare a soluzioni che Lui aveva studiato per risolvere problemi che emergevano e sopratutto nel non facile compito relazionale con le strutture africane per ottenere i rifornimenti in tempo per non arrestare i lavori del cantiere.

Nelle riunioni a Bologna, con la lucidità tipica di chi ha sotto controllo l’intera situazione, esponeva l’avanzamento dei lavori, quanto rimaneva da fare e le criticità ancora da superare da consentire anche a chi non era mai stato in loco di avere una chiara immagine della realtà.

Nonostante il suo carattere all’apparenza severo ed esigente aveva un cuore grande verso i lavoratori africani da considerarli come suoi famigliari.

Sono certo che sia stato per Lui un grande rammarico vedersi negare dalla malattia la possibilità di ritornare in Africa, ma sopratutto non aver potuto sapere dell’ultimazione della Centrale”

Giuliano 

Mario Canali

Un altro amico di Solidarietà si è unito a Don Giovanni, a Gianfranco e a Edgardo assieme agli altri che li hanno preceduti.

Noi che restiamo caparbiamente qui, cercando di tenere accesa la fiamma che ardeva in Monari e che aveva acceso anche l’amico Mario Canali, nonostante lui abbia dovuto allontanarsi dalle attività africane per dedicarsi alla sua salute personale, potremo continuare a fare tesoro della sua esperienza e del suo entusiasmo e di quanto di buono egli abbia concretamente fatto negli anni durante i quali ha potuto dedicarsi ai progetti di Solidarietà in Tanzania, prima sulle orme del prof. Monari poi prendendosi carico di trasferirne il testimone a Gianfranco poi anche a me.

Mario Canali ci ha lasciato la scorsa settimana, all’improvviso, e nonostante la tristezza per la perdita di un amico che tanto si è dedicato ai nostri progetti (ed anche personalmente a me aiutandomi a comprendere l’Africa nella quale sono stato chiamato a condurre la nostra associazione), mi piacerebbe poterlo ricordare qui assieme a coloro che lo hanno conosciuto e ne hanno condiviso impegno, entusiasmo e fatiche in Tanzania e anche in Italia.

Dopo il rientro dal suo ultimo viaggio in Tanzania, come purtroppo capita anche nelle amicizie più strette ci eravamo lentamente e reciprocamente allontanati su sentieri differenti. Ciò non toglie tuttavia valore all’impegno, all’entusiasmo dell’opera di Mario in Tanzania seguendo i progetti di Solidarietà per aiutare gli amici che a noi (e quindi anche a lui che era fisicamente con loro) si rivolgevano con fiducia.

Una fiducia reciproca che abbiamo il dovere di mantenere viva nonostante le difficoltà che da ormai quasi due anni hanno rallentato il nostro impegno in Tanzania.

Chiedo a chiunque di voi legga queste inadeguate parole in ricordo di un amico che è corso avanti, di condividere con tutti noi i ricordi dei momenti trascorsi assieme a Mario Canali in Tanzania o in Italia per poterli poi raccogliere qui e condividere con chi lo ha conosciuto e per conservarne memoria ed esempio.

Grazie Mario di tutto quello che ha dato e fatto per Solidarietà, per gli amici africani, per Monari, per Gianfranco e anche per me !

Un abbraccio forte.

Stefano

La pandemia in Africa

Mentre noi qui in Europa stiamo combattendo la pandemia principalmente con gli strumenti del confinamento e del distanziamento sociale e stiamo già cercando di immaginare e programmare la cosiddetta “fase 2” durante la quale dovremo certamente convivere con questo ingombrante quanto microscopico coinquilino fino a quando non sarà debellato o reso innocuo, in Africa, dopo un primo periodo di latenza che aveva anche fatto sperare in una qualche misteriosa maggiore resistenza del continente verso il nuovo SARS-Cov-2, purtroppo si stanno registrando numeri in aumento i quali, se pur ancora lontani da quelli occidentali e cinesi, lasciano sempre meno spazio ad illusioni.

Anzi molti osservatori specializzati ritengono che i numeri attualmente bassi siano purtroppo legati ad una diffusa sottovalutazione dovuta alla scarsità di mezzi e di conoscenze.

Nulla di nuovo quindi, ed a peggiorare le cosa c’è anche la difficoltà, inedita per certi versi, dei paesi più ricchi i quali sono attualmente impegnati in una lotta interna per fronteggiare l’epidemia o nel migliore dei casi a come affrontare la ripresa e la riparazione dei danni subiti.

Unico segnale di attenzione, la decisione presa dal G20 nella ultima seduta di sospendere il debito dei paesi più poveri ed in difficoltà.

Certo non basta, l’Africa purtroppo si avvia ad essere il nuovo fronte avanzato della “guerra” contro il Coronavirus. Ma non solo.

Personalmente sono convinto che questa pandemia sia in parte (anche se non so dire quanta) conseguenza dell’eccessivo sfruttamento delle risorse del nostro pianeta. Sfruttamento che se non eccessivo è certamente ed evidentemente sbilanciato e squilibrato. Sbilanciamento e disequilibrio ancor più evidente in Africa, almeno in quella parte che noi come Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere abbiamo osservato in ormai quasi 40 anni di attività.

Siamo credo tutti convinti che ne usciremo. Ma non ne usciremo indenni, sarà necessario fare tesoro degli insegnamenti anche amari e duri che questo periodo ci ha lasciato, dovremo impegnarci per fare in modo che NON TUTTO torni come prima, pena il ripetersi delle medesime conseguenze.

La capacità di fare tesoro di quanto questa epidemia ci ha insegnato e di combattere eccessi e diseguaglianze sarà cruciale per lasciare alle generazioni future (nemmeno tanto lontane) un mondo in condizioni migliori di quelle in cui lo abbiamo condotto negli ultimi due secoli.

Da quando abbiamo dovuto forzatamente sospendere la nostra attività sto cercando di mantenere il contatto con gli amici africani e di mantenere aggiornato il quadro della situazione in Tanzania.

Anche l’informazione è sbilanciata e disomogenea, e se da un lato è comprensibile che tutti i canali informativi occidentali siano orientati alla discussione della situazione locale interna, non è invece giustificabile il disinteresse pressoché totale verso la situazione nei paesi più poveri.

Non è facile reperire notizie certe aggiornate ed obiettive sulla situazione in Tanzania, di seguito condivido alcuni articoli recenti ed interessanti per conoscere la situazione in Africa ed in Tanzania.

In più posso aggiungere la sensazione tratta dai sempre difficili colloqui telefonici con i nostri amici in Tanzania.

Purtroppo l’atteggiamento che ne ho percepito è quello di un incredulo disorientamento e di una rassegnata impotenza. Atteggiamento che pur non paragonabile a quello diffuso in Italia solo a gennaio scorso, quando ancora ci illudevamo che l’epidemia fosse una questione confinata alla Cina e lontana dalle nostre case, sento nelle parole degli amici in Tanzania la stessa distaccata preoccupazione, solo un po’ appesantita dalla gravità delle notizie che arrivano loro dall’Europa e dall’Italia. Un atteggiamento di incredulità forse sbalordita, mista al fatalismo di chi sapendo di non avere mezzi minimamente paragonabili a quelli dei paesi dove nonostante tutto il virus sta mietendo migliaia di vittime, teme di non avere alcuna possibilità di intervento.

Ancora una volta non hanno scelta. Possono solo affidarsi alla Divina Provvidenza ed alla preghiera (certamente molto più sincera della nostra) e guardare a noi per capire se e quando saranno colpiti da questo flagello.

Noi, come associazione, avremo la responsabilità, una volta che ci saranno le condizioni, di cercare con rinnovata energia di completare il nostro progetto per dare loro una opportunità in più.

Di seguito trovate qualche spunto di riflessione e di informazione sulla situazione in Africa ed in Tanzania.

Da Il Post: “Nei paesi poveri le restrizioni rischiano di fare più danni dell’epidemia

Da Agenzia Fides: “AFRICA/TANZANIA – Coronavirus: il Presidente della Tanzania proclama tre giorni di preghiera nazionale

Dalla rivista Missioni Consolata (organo della Fondazione Missioni della Consolata ONLUS, ONG fondata dall’Istituto religioso Missioni Consolata : “Coronavirus. Tessere alleanze contro l’angoscia” e anche “Usati e calpestati”

Vi propongo anche un paio di pubblicazioni apparentemente in contrasto, ma dalla cui lettura si possono trarre interessanti spunti.

Affari Africani con “CORONAVIRUS: CASI E RESTRIZIONI IN AFRICA, AGGIORNAMENTO DEL 17 APRILE

La rivista “AFRICA – La rivista del continente vero” è forse la pubblicazione on-line in lingua italiana che più di altre sta seguendo l’evolversi della pandemia nel continente africano.

Quotidiani e periodici locali in Tanzania stanno iniziando ora a dare una copertura più esaustiva sulla evoluzione della pandemia con i relativi numeri ed i provvedimenti adottati.

The Citizen ha ora una pagina dedicata al coronavirus anche se al momento riporta solo i numeri nei diversi stati della comunità centroafricana e alcuni link utili.

Anche il Daily News in Tanzania sta iniziando a dare una copertura più completa sul tema.

All Africa invece si propone come portale “all news” dall’Africa in generale ma con alcuni approfondimenti periodici anche dalla Tanzania

Infine si possono trovare spesso approfondimenti dalla Tanzania e più in generale dall’Africa intera anche sui siti web inglesi dell’ INDEPENDENT e ovviamente della BBC .

Se avete ulteriori aggiornamenti dalla Tanzania e volete condividerli con noi saremo felici di pubblicarli su queste pagine. Potete inviare il testo (che comunque sarà verificato ed eventualmente “moderato” dai responsabili) a questo indirizzo di posta elettronica: scsf.ong.it@scsf.it indicando obbligatoriamente nome e cognome e codice fiscale dell’autore, esplicita autorizzazione scritta alla pubblicazione telematica e eventuali fonti.

Infine saremmo felici se qualche amico madrelingua Swahili o con una sufficiente conoscenza volesse aiutarci ad organizzare una breve “rassegna stampa” delle principali news presenti sui portali dei periodici che pubblicano in lingua locale, da pubblicare periodicamente qui sul nostro “bollettino” on-line.

Grazie fin da ora a chi vorrà collaborare.

Stefano C. Manservisi