Incontro con Padre Salvador Del Molino

Cari amici di Solidarietà,

Sabato scorso, 4 giugno 2022, abbiamo inaspettatamente e con grande piacere incontrato Padre Salvador del Molino, missionario della Consolata che ancora opera in Tanzania e che ha iniziato assieme a Edgardo Monari il cammino del nostro progetto idroelettrico a Maguta.

Padre Salvador con Gianfranco a Maguta presso il cantiere del progetto idroelettrico

Maguta (o “Maguta” come sostiene Salvador) è di fatto la località del nostro cantiere sul fiume Lukosi, a pochi chilometri dal villaggio di Madege, nella provincia di Kilolo, sulle Iringa Highlands, nella regione di Iringa, al centro della Tanzania.

E’ stato un incontro emozionante con un amico che non vedevamo da molto tempo, che ha sempre seguito il nostro lavoro anche quando lo ha dovuto fare da lontano, non ci ha mai fatto mancare il suo aiuto e la sua disponibilità ed esperienza anche nei momenti difficili incontrati durante i nostri soggiorni in Tanzania tra Dar es Salaam e le Iringa Highlands.

Ringrazio tutti gli amici che hanno partecipato all’incontro e in particolare gli amici di San Polo che hanno organizzato tutti.

Padre Salvador e Marco durante i lavori per la costruzione del fabbricato della centrale elettrica

Ora Salvador avendo ultimato l’impegno assegnato dalla congregazione in Tanzania, è rientrato a Roma presso la casa della Consolata, in attesa di conoscere la prossima destinazione, ma ci ha assicurato che tornerà presto in Tanzania nella speranza di poterci incontrare ancora tutti assieme per inaugurare l’accensione dall’impianto di Maguta.

Grazie Padre Salvador !

A presto

Stefano Manservisi

A tutti gli Amici di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere: Auguri di Buon Natale !

Bologna, 6 dicembre 2021

Cari amici e soci di Solidarietà, un altro anno è passato e nonostante le speranze di poter recuperare la piena operatività della nostra associazione, abbiamo dovuto arrenderci all’evidenza di una emergenza sanitaria che pur mitigata dalla disponibilità dei vaccini, permane tuttavia a condizionare la nostra attività.

Con i consiglieri avevamo programmato la convocazione dell’assemblea generale all’inizio di questo dicembre ma le norme di contrasto della pandemia e le difficoltà legate ad una eventuale gestione “a distanza” dell’assemblea ci hanno costretto a rimandare ancora una volta.

Ci incontreremo tutti insieme appena sarà possibile farlo, in serenità e sicurezza, di persona.

Abbiamo quindi optato per la condivisione dei temi che avremmo voluto affrontare insieme a voi, scrivendo questa lettera ed utilizzando i nostri soliti canali di comunicazione.

(la lettera che state leggendo è stata inviata a soci ed amici anche via posta elettronica e posta ordinaria, per tanto priva delle immagini che seguono e che testimoniano le attività che si sono succedute in Tanzania nel corso del 2021 e anche in questi ultimi mesi. Tutte le immagini pubblicate di seguito ci sono state mandate dai nostri amici che a diverso titolo continuano ad operare sui progetti che sosteniamo a Iringa ed a Tabora. A tutti questi amici giunga il nostro ringraziamento per l’impegno continuo nonostante le difficoltà)

Qui di seguito vorremmo quindi riassumere le attività che nonostante le difficoltà dovute alla pandemia, ci hanno visti impegnati sui nostri progetti più importanti.

Progetto idroelettrico integrato Hi project Madege, sul fiume Lukosi

La valle del fiume Lukosi, sulle montagne dell’altopiano di Iringa, nei pressi del villaggio di Madege (Tanzania), vista dall’alto del salto finale della condotta forzata che alimenterà le turbine della centrale idroelettrica. Acqua per lo sviluppo di questa zona abitata da numerose famiglie sparse in villaggi che popolano queste montagne africane.

Nonostante il rallentamento dovuto alle difficoltà burocratiche locali che la società della Diocesi di Iringa ha dovuto affrontare per arrivare ad ottenere i finanziamenti necessari per il completamento del progetto secondo il piano da tempo approvato ma che richiede importanti passaggi legati alle autorizzazioni locali ed al rinnovo dei contratti con la rete elettrica nazionale (ricordo che il progetto da tempo ormai non è più isolato ma sarà integrato nella rete nazionale permettendo in questo modo di trovare in ciò le risorse necessarie al futuro mantenimento autonomo dell’impianto stesso); l’8 dicembre 2020 Padre Luciano Mpoma (delegato della Diocesi di Iringa e direttore della società che la diocesi ha specificamente destinato alla gestione del progetto), ha firmato l’accordo preliminare con il Governo della Tanzania, ottenendo finalmente le certificazioni necessarie per poter accedere ai crediti bancari agevolati ed al sostegno della Agenzia delle Nazioni Unite per la Cooperazione allo Sviluppo e recuperare così le coperture finanziarie necessarie al completamento di questa ultima fase.

Sostenuti da questa nuova spinta locale, Don Luciano Mpoma (direttore di Lung’ali Natural Resources ltd – la società suggerita da noi e allestita dalla Diocesi di Iringa per seguire operativamente il progetto comune) sta faticosamente organizzando il lavoro per riavviare il cantiere di Maguta dopo due anni di fermo.

La strada di servizio alla condotta forzata, mantenuta praticabile grazia al continuo lavoro dei nostri amici di Madege sotto la guida di Padre Luciano Mpoma (Diocesi di Iringa) e dei tecnici locali (di Lung’Ali, la società voluta dall’Arcivescovo di Iringa – Mons. Tarcisius Ngalalekumtwa – proprio per occuparsi del nostro progetto)

Abbiamo sempre sostenuto, nel solco tracciato dal professor Edgardo Monari, che avremmo potuto definire positivamente compiuto il nostro impegno nel momento in cui non saremmo stati più indispensabili al suo sostentamento.

La “nostra” casa a Maguta, sulle montagne, lungo la valla ero Lukosi, vicino al villaggio di Madege (che da il nome al progetto). Intitolata al Professor Edgardo Monari e al suo amico Gianfranco Manservisi, è stato il rifugio accogliente per tutti i nostri volontari che si sono avvicendati in cantiere, speriamo di poterla riaprire presto per completare il lavoro assieme agli amici tanzaniani.

E’ di queste ultime settimane la comunicazione dell’avvenuta stipula dei contratti per l’ottenimento dei crediti necessari e la conseguente definizione del contratto di fornitura ed installazione della parte elettromeccanica mancante per il completamento della centrale e per arrivare all’allacciamento alla rete ed alla distribuzione dell’energia ai villaggi.

Gli operai al lavoro nel cantiere di Maguta (nei pressi del villaggio di Madege, lungo la valle del Lukosi) per mantenere in efficienza le nostre attrezzature, portate sul posto dall’Italia e in anni di viaggi di Solidarietà e ormai bisognose di continui interventi di manutenzione.

Anche se non possiamo ancora farlo in presenza sul posto, come abbiamo sempre caparbiamente cercato di fare, abbiamo continuato a sostenere e spronare la Diocesi di Iringa e per essa la loro società Lung’ali (che nella lingua locale ha l’evocativo significato di “lanterna”), sorta per volere comune nel 2013 proprio per questo scopo; e ora finalmente una luce si intravede all’orizzonte.

Ora finalmente la Diocesi di Iringa (e per essa Lung’ali sotto la guida di Don Luciano Mpoma) potrà operare con maggiore autonomia, per il completamento del progetto.

A breve saranno conclusi gli accordi, gestiti direttamente da Lung’ali, per gli ordini delle attrezzature necessarie al completamento della centrale elettrica e per passare finalmente ad allacciare l’impianto alla rete di distribuzione.

Vi terremo costantemente aggiornati su questi ultimi importanti sviluppi che dovrebbero finalmente condurre al completamento del progetto idroelettrico integrato.

Don Luciano Mpoma (al centro con gli occhiali) don gli operai del cantiere di Maguta. Fino al 2020 abbiamo sostenuto i costi del mantenimento di questi operai, ora l’onere è tutto sulle spalle della Diocesi di Iringa che chiede il nostro aiuto: aiutateci ad aiutarli !!!

Progetto Under the Mango Tree a Tabora

Il ringraziamento dei bambini albini ospiti della Suore della Provvidenza nella casa di Tabora cui anche noi abbiano contribuito a realizzare. Ora il progetto deve proseguire per essere completato con altre strutture per l’accoglienza, l’istruzione e l’integrazione dei bambini albini con gli altri loro coetanei. (un grazie speciale a Nicoletta Ferrari e a tutte le sorelle della congregazione delle Suore della Provvidenza che ci hanno accolto in questo progetto)

Il progetto si sta ampliando con il sostegno della rete di associazioni (tra le quali la nostra) e della Diocesi cattolica di Tabora, con la realizzazione della scuola materna aperta a tutte le famiglie della città e collegata al centro di accoglienza dei bambini albini nella parrocchia di Mary Mother of God di Cheyo.

Le prime fasi della realizzazione della scuola elementare della Parrocchia di Mary Mother of God subito fuori dal perimetro della casa e della scuola materna (sullo sfondo dietro al muro) gestite dalle Suore della Provvidenza e realizzate con il contributo tecnico e logistico di SCSF e dei nostri volontari e volontarie.

Come sapete SCSF ha contribuito fin dall’inizio con il sostegno tecnico, logistico ed economico alla realizzazione della casa, della scuola materna e da ultimo con l’acquisto del minivan per il servizio di scuolabus, fondamentale per assicurare l’accesso a scuola in sicurezza per i più piccoli.

L’arrivo del mini-bus donato da Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere al Centro di Accoglienza per i bambini albini di Tabora (Tanzania) nell’ambito del progetto “Under the Mango Tree” che si occupa del recupero e re-inserimento dei bambini albini abbandonati e vittime di violenze.

Il nuovo servizio (sostenuto anche dal contributo delle famiglie che ne usufruiscono) è stato molto apprezzato, al punto che la parrocchia lo ha dovuto ampliare affiancando al nostro un secondo bus più grande.

Il nuovo scuolabus che affiancherà quello donato da SCSF lo scorso anno

Assieme a Nicoletta Ferrari (coordinatrice del progetto) ed alla Congregazione delle Suore della Provvidenza per l’infanzia di Piacenza (che conducono la casa e la scuola materna) stiamo organizzando il nostro contributo per il proseguimento del progetto Under the Mango Tree che attualmente costituisce per SCSF la più reale e concreta possibilità e fida per proseguire la nostra attività in Tanzania. Abbiamo in programma di avviare attività di raccolta fondi e campagne di crowdfunding che in attesa di poter tornare sul campo, ci consentano di proseguire il nostro impegno a Tabora.

Le nuove aule della scuola elementare della parrocchia di Mary Mother of God, nel quartiere di Cheyo a Tabora (Tanzania) dove sorge il centro di accoglienza per i bambini albini abbandonati. La scuola elementare è in corso di realizzazione con il contributo economico della Congregazione delle suore della Provvidenza per l’infanzia di Piacenza e della Diocesi di Tabora in collaborazione con la parrocchia locale.

Infine, il rendiconto delle attività di SCSF riferito al biennio 20/21 sarà pubblicato sul nostro sito web non appena verrà approvato dal CD.

Molte sono ancora le cose che vorremmo condividere con voi le immagini che più di tante parole, possono rendervi conto di come i nostri progetti stiano proseguendo, nonostante le difficoltà, a piccoli passi.

Siete invitati ad accedere al nostro blog su www.scsf.it dove troverete gli aggiornamenti e le immagini più recenti.

In ricordo degli amici che ci hanno lasciato

Vorrei poi ricordare assieme a voi gli amici che in questi ultimi mesi ci hanno lasciato per tornare alla casa del Padre: Aristide Govoni che assieme al prof. Monari rese possibile la realizzazione della centrale di Usokami; Paolo Pallotti amico fraterno di Edgardo e di mio babbo, consigliere, guida e memoria preziosa per noi ed in particolare per me, sempre attivo solerte nell’aiutarci in mille modi; Don Giulio Matteuzzi amico di una vita per Gianfranco e molti di noi, è sempre stato vicino alla nostra associazione con spirito di amicizia; “aiutateci ad aiutare” era il suo motto per mettere in contatto sensibilità e animi differenti; Don Tarcisio Nardelli, missionario e parroco di Usokami, consigliere e da sempre guida spirituale per tutti noi prima in Tanzania e poi in Italia assieme a Don Giovanni Cattani; Mario Canali che fu il braccio destro di Monari soprattutto negli ultimi viaggi quando era già malato e debole e che si fece carico di consegnare nelle mani di Gianfranco l’attività del progetto idroelettrico in Tanzania. Purtroppo questo periodo ci ha privato di molti amici, ma sono convinto che la schiera di coloro che ci sostengono non sia per questo più esigua e l’esempio di questi nostri amici è la nostra guida e la nostra “lanterna” nel cammino a piccoli passi di Solidarietà.

Nella speranza di potervi rivedere tutti di persona al più presto mi è preziosa l’occasione per fare a tutti voi i nostri più sinceri e sentiti auguri di Buon Natale e Buone feste, sperando che nonostante tutto quello che abbiamo passato negli ultimi mesi e che ancora ci sta affliggendo, possiate trascorrere un Natale di pace e serenità assieme alle persone che vi sono più care e che vogliate continuare a sostenerci e a condividere lo spirito di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere anche nel prossimo anno.

Buon Natale e buon anno nuovo !

Stefano Manservisi
e tutti i consiglieri di SCSF

Quello che stiamo attraversando è un periodo molto difficile e complesso, soprattutto per le associazioni come la nostra che operano all’estero, con risorse proprie e contributi volontari e siamo consapevoli delle difficoltà di ciascuno anche perché ne sperimentiamo direttamente il peso.

Siamo tuttavia fermamente convinti che dalle situazione difficili come quella che ci sta affliggendo (e con noi tutto il mondo) si possa uscire solo tutti assieme guardando oltre con solidarietà, cooperazione e senza frontiere:

Continuate a sostenere i nostri progetti:

  • conto corrente postale: n° 17657404 
  • conto corrente bancario: IBAN: IT40T0329601601000066331084
  • 5×1000 a favore di:  Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere c.f.03249840376

Potete indicare il progetto che volete sostenere:

  • Hi project Madege (progetto idroelettrico integrato “pane, acqua, salute, istruzione, lavoro”, nella Diocesi di Iringa, Tanzania)
  • Under the Mango Tree (per il sostegno a i bambini albini di Tabora,Tanzania)

Se volete restare in contatto con noi non dimenticate di lasciarci il vostro nome e un contatto, oppure seguiteci su http://www.scsf.it

Si monta il cuore dell’Hi project Madege

Si monta il cuore dell’Hi project Madege

In questo ultimo scorcio di anno Marco, Simone assieme agli operai stanno facendo veramente un lavoro stupendo ed impagabile. Di seguito il massaggio direttamente dalle parole di Marco (che ormai, giustamente a mio parere, si firma scherzosamente, S.Marco):

“Comincia a piovere, oggi giornata dedicata a P. Luciano che è salito da noi per verificare la situazione. Abbiamo parlato dei prossimi impegni e modalità per affrontarli. Abbiamo insistito sulla puntualità quando si riprenderà il lavoro con altri tecnici della Brulli che non disporranno di molto tempo. Noi nei prossimi giorni continuiamo il lavoro accanto alla turbina, non cosa da poco e crediamo di fare un buon lavoro. Domani il programma è di infilare il gruppo turbina e volano nel cassone tegoli. Ti manderò aggiornamento fotografico di questa bella macchina che sto imparando a conoscere.
A domani.
S. Marco”

Ed eccole le ultime immagini che Marco ed Elia ci hanno mandato proprio ieri (12 dicembre 2018) dal cantiere a valle delle cascate del Lukosi, con i commenti di Marco: 

Continuo ad essere ammirato dal lavoro che Marco, assistito dall’Ing. Simone Miranda ed aiutati dagli operai africani stanno facendo, al tutti loro ed anche ad Anna che continua infaticabile a mantenere operativa ed accogliente Casa Monari per i nostri volontari e tecnici italiani, vada il nostro più caloroso e fraterno ringraziamento. Da parte mia anche un poco di “invidia” per non poter essere assieme a loro in questo momento.

Grazie ragazzi, continuiamo a fare “piccoli passi” assieme !!!
BUON LAVORO !!!

Ancora dalla Tanzania

Ecco le ultime foto che ci ha mandato Marco tramite Elia, il nostro autista e meccanico, da Maguta; dove come vedete i lavori per il montaggio della turbina  proseguono con l’obbiettivo di completare la collocazione provvisoria entro la chiusura del cantiere.

Tra un paio di settimane infatti i nostri volontari e l’ingegnere della Brulli rientreranno in Italia e il cantiere verrà chiuso per la pausa natalizia. Sarà riaperto nel primo trimestre dell’anno prossimo appena arriveranno sul posto i materiali per completare l’installazione della centrale.

Le prime attività del cantiere 2019 saranno proprio quelle dedicate all’assemblaggio definitivo della turbina ed al getto di completamento che la fisserà nel blocco ti tenuta.

Successivamente saranno montati e collegati l’alternatore, i quadri ed i trasformatori, che saranno installati parallelamente alla posa delle prime due linee elettriche necessarie anche per il collaudo dell’impianto.

Mi preme sempre ricordare che tutto questo è stato realizzato negli anni con il contributo volontario di tanti amici, tecnici ed operai italiani che si sono dati disponibili gratuitamente per seguire sul posto la realizzazione delle varie fasi del progetto assieme naturalmente al lavoro, retribuito dalla Diocesi di Iringa con fondi di SCSF, delle centinaia di operai africani che si sono alternati in cantiere in questi anni e che quindi ne hanno potuto ricavarne sostentamento e prospettiva di un futuro migliore per sé e per le loro famiglie.

Troppo bella !

Troppo bella !

“Peccato ricoprirla di calcestruzzo, è troppo bella ! “

Con queste parole che sottoscrivo in pieno oggi pomeriggio Marco accompagna la foto scattata in centrale a Maguta durante le fasi di montaggio della turbina.

Grazie Marco, grazie a tutti gli amici !

Fasi del montaggio della turbina nella centrale elettrica del nostro progetto idroelettrico a Maguta, sul fiume Lukosi in Tanzania

Lettera agli amici di Solidaretà

Bologna, sabato 10 novembre 2018

Cari amici di Solidarietà,

un altro anno è trascorso; un altro anno impegnativo ma per usare le parole di Edgardo Monari, abbiamo fatto ancora tanti piccoli passi, assieme ai nostri amici.

Il progetto “Under the Mango Tree”, di sostegno alla casa di accoglienza per i bambini albini a Tabora, dopo il completamento della scuola materna è ora in piena attività.

Le Suore della Provvidenza per l’infanzia abbandonata di Piacenza che hanno la responsabilità educativa dei bambini ospiti e l’onere della conduzione del centro, hanno rinnovato la richiesta del nostro aiuto per proseguire il assieme cammino.

Sarà propriamente un cammino di solidarietà verso i più deboli tra i piccoli e di cooperazione tra diverse associazioni, senza frontiere: in Italia oltre alla Congregazione delle Suore della Provvidenza, da Firenze il Progetto Agata Smeralda continuerà a sostenere le spese di vitto, alloggio e sussistenza dei bambini ospiti con progetti di adozione a distanza; SCSF continuerà a dare supporto tecnico e logistico per la conduzione e l’ampliamento delle strutture; in Tanzania la Diocesi di Tabora, cui compete la responsabilità legale del progetto, curerà e seguirà tutti i rapporti con le amministrazioni locali e con il governo della Tanzania, il comitato locale, cui hanno dato vita alcune famiglie della parrocchia, darà sostegno in molti modi diretti e concreti alla conduzione della casa.

Assieme potremo contribuire a restituire ai bambini ospiti della casa l’affetto e le cure cui hanno naturale diritto, educando i loro coetanei meno sfortunati e le loro famiglie alla convivenza ed alla accettazione delle diversità come occasioni di crescita.

In concreto stiamo completando, con il sostegno di quanto raccolto nelle occasioni e negli incontri di Solidarietà realizzati in Italia dal 2017, il progetto per la realizzazione di un piccolo impianto fotovoltaico che servirà ad alleggerire la bolletta della lavanderia di casa, assicurando un livello di cura e di igiene adeguato alle necessità dei bambini, cosa per noi ovvia ma non così scontata e facile da realizzare e mantenere con risorse limitate dove permangono difficoltà di approvvigionamento sia idrico che elettrico.

Il prossimo importante passo per “costruire l’eccellenza per combattere l’ignoranza” sarà la realizzazione della scuola primaria, dove i bambini che ora crescendo ed uscendo dalla materna devono essere avviati presso altri istituti, potranno proseguire nel cammino di istruzione e integrazione iniziato all’ombra del Mango. Siate generosi !

Il progetto idroelettrico integrato Hi Project Madege per dare accesso all’energia alle famiglie delle zone agricole sulle montagne dell’Altopiano di Iringa à finalmente in via di completamento e possiamo sperare concretamente di accendere la luce nella notte africana entro il prossimo anno. E’ prematuro ora parlare di inaugurazione ma sarò felice di poterlo fare presto. Non sono mancate le difficoltà, non solamente economiche ma ciò che speravamo potesse essere ultimato entro il prossimo Natale sarà posticipato solo di pochi mesi. Spesso mi sono sentito ripetere dai nostri amici africani, quando insistentemente cercavo di spronare il mantenimento di impegni e tempi, che se noi (intesi come europei e occidentali più in generale) abbiamo gli orologi, loro (intesi come africani in generale) hanno il Tempo e che non dovevamo essere così “presuntuosi” da voler decide sia come che quando raggiungere gli obiettivi del nostro comune progetto.

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La necessità di dover accettare condizioni differenti da quelle che avevamo immaginato per questo impegnativo ed importante progetto è diventata lezione di umiltà; a volte occorre comprendere che i progetti della provvidenza (o comunque la si voglia chiamare) possono essere differenti, soprattutto quando ci si deve confrontare con cultura, storia, attitudini ed ambienti culturali e naturali diversi dai nostri ma certamente non per questo meno degni di rispetto e considerazione, soprattutto perché non bisogna mai dimenticare che siamo ospiti, certamente fraterni ed amici ma pur sempre ospiti e di questo fare tesoro. Non dobbiamo mai dimenticare che in questa attività è sì fondamentale fare programmi, anche ambiziosi, ma sempre sapendo che dovranno per forza essere rifatti, non di meno ciò è necessario perché altrimenti l’unica certezza a concretizzarsi sarà quella di un probabile fallimento. Specialmente in questo particolare periodo storico dove a casa nostra spesso lo spirito di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere viene confuso con un egoistico plauso ad aiutare gli altri “a casa loro” unicamente per evitare che i loro problemi diventino i nostri e non già come giusta e naturale necessità di dare a tutti, in qualsiasi luogo, le stesse opportunità di sviluppo, benessere, e pace.

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Il mutato clima politico sia in Europa e in Italia, dove si fatica a capire qual strada potrà prendere il cosiddetto “terzo settore”, che in Tanzania, dove pure partendo da sacrosante istanze di lotta alla corruzione si sta purtroppo tornando verso un “dirigismo” che speravamo superato ma del quale temo resti in capo a noi (Europei) una parte di responsabilità se non altro per l’esempio che stiamo dando agli occhi di chi finalmente aveva cominciato a vederci non più solo come speculatori ma come partner per uno sviluppo equo comune e che ora invece si sente respinto e rifiutato.

Anche se il colore politico alla fine è indifferente, il risultato in termini di difficoltà è comunque pesante per la nostra attività in Tanzania: burocrazia, controllo e diffidenza sono tornate a pesare in modo sempre più difficilmente sostenibile, in particolare nel momento in cui le nostre risorse, essendo state spese per arrivare sin qui si stanno assottigliando.

Tuttavia siamo davvero alle battute finali di quello che non è solo il compimento di un progetto ambizioso, faticoso, impegnativo e fondamentale per il miglioramento delle condizioni di vita future delle persone e delle famiglie che abitano nelle zone agricole servite dall’impianto, ma potrà finalmente diventare quel motore capace di dare energia al più ampio ed importante progetto immaginato dalla visionaria lungimiranza di Edgardo Monari e di chi ne ha condiviso idee entusiasmi e sconfitte:

pane, acqua, salute, istruzione e lavoro per tutti.

Quando saremo finalmente “sollevati” dall’impegno per il completamento dell’impianto, potremo dedicarci, se ne verremo richiesti dai nostri amici, a condividere con loro le nostre conoscenze e capacità per migliorare le loro condizioni di vita con più limitati ma concreti progetti per la distribuzione dell’acqua dal bacino ai villaggi, per il miglioramento dell’agricoltura e della alimentazione.

In questa ultima direzione ci stiamo muovendo per cercare altre opportunità delle quali spero potremo rendervi partecipi qualora si concretizzassero nei prossimi mesi.

Un ringraziamento affettuoso e di sincera e fraterna riconoscenza a tutti gli amici che ci hanno concretamente aiutato nel percorso di quest’anno: Marco e Anna che sono ancora in Tanzania da aprile ininterrottamente, senza il cui aiuto nulla di tutto quello che è stato fatto là sarebbe stato possibile, e poi Luciano, Mario, Marisa, Silvia, Manuela, Paolo, Eugenio, Tarcisio, Giuliano, Andrea, Giuseppe e tutti gli altri uno ad uno assieme alle famiglie che sopportano e condividono l’impegno e le assenze dei volontari.

Spero di incontrarvi personalmente numerosi nelle prossime occasioni di incontro, a tutti voi amici i miei sinceri auguri per un sereno completamento dell’anno che ormai sta per finire, nella speranza che il prossimo porti pace e serenità a tutti noi, nello spirito di condivisione e fraternità che ci viene indicato dal Santo Natale che si sta avvicinando.

Continuate a seguirci, a sostenerci e a spronarci, siate solidali e cooperate in tutti i modi che la vostra sensibilità vi suggerisce.

Stefano Manservisi

Acqua: così abbondante, così difficile !

Siamo di nuovo in partenza!

Prima del solito in realtà, ma dobbiamo preparare la strada per riprendere le nostre attività dopo l’interruzione forzata a causa dei noti eventi accaduti lo scorso novembre e tante sono le cose da fare e da preparare.

Partiamo prima del previsto, dicevo, e in Tanzania piove ! L’acqua in Africa (in Tanzania) c’è ! e anche tanta.

A Tabora, prima di passare alla coltivazione del tabacco, si facevano (e si fanno ancora) DUE raccolti di riso ! e senza nessuna rete di canali come da noi, tutta acqua che piove dal cielo.
A Iringa, e in particolare sulle nostre montagne, sta piovendo molto, i fiumi e i laghi sono pieni e le strade di montagna, già difficili da percorrere normalmente, sono adesso impraticabili.

Eppure l’accesso all’acqua è ancora una cosa inusuale, difficoltosa, saltuaria, faticosa … non esistono acquedotti, e dove esistono sono ampiamente insufficienti, servono una quota limitata di popolazione (e solo nei centri maggiori, non esiste una rete distributiva diffusa) e la qualità dell’acqua distribuita è decisamente lontana dell’essere potabile.
Non ci sono infrastrutture né per la raccolta, né per la distribuzione, ciascuno si arrangia come può raccogliendola nei modi più disparati e spesso non igienicamente idonei. La distribuzione è affidata ad una miriade di “ciclisti” che con biciclette e tricicli stracarichi ai limiti dell’inverosimile, vanno a riempire le taniche di plastica gialle e poi le consegnano porta a porta (per le forniture più grosse di solo le autocisterne ma le cose non migliorano, per questo, di molto); tutto ciò nelle città e nei villaggi più grandi, mentre se abiti sui monti o in mezzo alle campagne devi partire alla mattina per tornare alla sera, portando sulla testa e a braccia (di solito le donne) le taniche riempite al fiume o al pozzo più vicino (che spesso poi così vicino non è).

L’acqua è vita, e per noi è una cosa naturale e normale, ma in troppe parti del mondo non è così e soprattutto nei posti dove l’acqua c’è e in abbondanza, non è possibile, non è giusto che le persone non vi possano accedere (o lo debbano fare con estrema difficoltà e fatica) perché mancano gli strumenti.

L’acqua è una risorsa, l’acqua è energia.

L’accesso all’acqua e l’accesso all’energia sono i nodi principali per i quali lo sviluppo sociale ed economico deve passare.

Ed è per questo che il nostro progetto idroelettrico integrato “HiProject Madege” (Hydroelectric integrated Project Madege) è importante, fondamentale, per il miglioramento delle condizioni di vita delle persone e delle famiglie che vivono sulle montagne di Iringa.
L’accesso all’energia è il primo passo per dare l’accesso all’acqua, con l’energia (prodotta in modo ambientalmente sostenibile sfruttando l’acqua del fiume Lukosi) sarà possibile portare l’acqua alle persone in modo da migliorarne le condizioni igieniche e di vita, liberare risorse per la vita quotidiana delle persone e delle famiglie (il tempo che le donne trascorrono per percorrere chilometri a piedi per andare a procurare l’acqua per se e per la famiglia, è tempo sottratto alla famiglia ed ai figli, tempo che potrà essere utilizzato per occuparsi della della vita della famiglia e della propria vita).

Acqua e Pioggia in Tanzania

Temporale lungo la strada da Shinyanga a Mwanza (Tanzania)

Acqua in Tanzania

Specchi di acqua piovana dopo un intenso acquazzone lungo la strada per Mwanza (Tanzania)

HiProject Madege

La diga sul fiume Lukosi nei pressi del Villaggio di Madege sulle montagne delle Iringa Highlands (Tanzania) – SCSFong

Lettera del Presidente agli Amici di Solidarietà

Madege 23/11/12 (Santa Cecilia Vergine)

A TUTTI GLI AMICI di “ SOLIDARIETÀ E COOPERAZIONE SENZA FRONTIERE” Che quest’anno compie TRENT’ANNI dalla sua Costituzione.

Carissimi Tutti ;

Sono in Africa dal 7 Novembre, a Madege ( Iringa, Tanzania ) da sabato 17 Novembre

Nei Primi giorni, assieme a Stefano Manservisi , Mario Canali , e all’ing. Asghedom Woldegheorghis, sono stati un susseguirsi di tappe e trasferimenti: in aereo e in macchina (il Toyota di turno), qualche taxi e qualche tratto a piedi ( in verità pochi ) . Abbiamo percorso diverse migliaia di Km, andando da Dar a Tabora via Mwanza e Shinyanga con ritorno a Dar.

DiritornoaDarabbiamoincontratoilsecondogruppodiAmiciarrivatidallItalia:Andrea,Marco,Anna,Giuseppeetuttiassiemesiamopoiripartitiperilcantieredelnostroprogettopiùimportante,aMadege.Leggereteidettaglidelviaggiosulnostrosito(www.scsf.it),redattodaStefano.

A Tabora è stato consegnato il progetto per la casa di accoglienza dei bambini Albini che sarà costruita dalle Suore della Congregazione della Provvidenza per l’infanzia abbandonata per la Arcidiocesi di Tabora con il nostro supporto tecnico e logistico.

A Mwanza, fatto visita all’ Ospedale Bugando per la TAC , ho Avuto L’Onore di firmare la convenzione per regolare il mantenimento delle attrezzature installate con il direttore dell’ Ospedale. Non posso a questo punto non farvi partecipi alla mia intensa emozione per quella Firma, tanto desiderata dal Prof. Edgardo Monari e che ci ha fatto tutti soffrire prima di arrivare a questo momento. Io credo di avere a casa a Bologna una Carpetta dove ci sono i primi contatti del Professore per l’acquisizione della TAC e per l’invio in Africa, sono ormai trascorsi 20 anni. Delle TAC in Tanzania ce ne sono poche e di queste quelle accessibili a tutti sono ancora meno. “Con questa apparecchiatura”, mi disse una volta una Sister dell’’ospedale che parlava bene l’Italiano, “ricordati Franco che avremo la possibilità di salvare delle vite Umane”. Credo che mi si perdonerà l’ emozione e qualche lacrima.

SIA LODATO IL SIGNORE !

Da qualche giorno sono a casa, a Madege, con tutti gli amici, escluso Stefano che è tornato in Italia e Jhon che è a Dar, a casa sua.

Nel trasferimento da Dar e Iringa abbiamo rivisto luoghi e volti familiari: a Dar ho incontrato al Kurasini Padre Luciano, ad Iringa ho incontrato Padre Wissa che come segretario mi ha fatto incontrare Mons. Vescovo, con il quale oltre ad uno scambio di cordiali saluti, ho avuto l’occasione di ribadire il nostro impegno alla realizzazione del Progetto Idroelettrico; ho poi manifestato il nostro desiderio di averlo Ospite a Madege e possibilmente per celebrare anche la Santa Messa. Se sarà possibile lo farà ! Spero davvero che possa venire a trovarci anche se, ora che è anche Presidente della Conferenza Episcopale Tanzaniana i suoi impegni sono aumentati molto. Mi ha confermato però che ad Iringa sono pienamente consapevoli dell’ Importanza dell’ Opera che stiamo costruendo.

 

Cari Amici stiamo realizzando il quello che il Progetto Idroelettrico Integrato ” PANE – ACQUA – SALUTE – ISTRUZIONE – LAVORO” a Madege sul fiume

Lukosi. Le sue caratteristiche sono le Seguenti:

– una diga a tracimazione lunga 35 metri ed alta 10;

– una condotta forzata del diametro di un metro, lunga quasi un chilometro per un dislivello totale di quasi 100 metri;

– una centrale idroelettrica in grado di produrre 1200kw di potenza elettrica (in futuro raddoppiabili);

– venti chilometri di linea elettrica in grado di dare accesso all’energia elettrica ad un bacino potenziale di quasi 5000 famiglie, ai dispensari, alle scuole, alle parrocchia ed alle attività private in un comprensori di una decina di villaggi sull’altopiano di Iringa nel distretto di Kilolo.

Il progetto è in avanzato stato di esecuzione e con questo periodo di lavoro sono iniziati gli scavi nella zona della CENTRALE IDROELETTRICA e vi assicuro che alla vista è una cosa veramente grandiosa e non priva di difficoltà, oggi per esempio (Venerdi’ 23/11/12) la giornata è nuvolosa e alle 9,00 è venuto un temporale Africano con pioggia battente ed insistente per circa mezz’ora; è la sua stagione delle piogge che comincia.

In questa fase esecutiva diamo lavoro a 40 operai africani poi, via via, saranno in numero maggiore. Mi dimenticavo di dirvi che in una zona del Cantiere, nel cortile dove sono sistemati i Container, un gruppo di 6 operai con mazza e mazzetta spaccano e frantumano i pezzi di roccia granitica, spaccati e portati in sito per ricavare la ghiaia per i getti di calcestruzzo . La ghiaia la si dovrebbe portare da Iringa o da Dar, con costi enormi ed impossibili per noi, e in questo modo diamo lavoro ad altri opera e quindi aiutiamo il sostentamento di altre famiglie locali. A questo proposito dobbiamo constatare che nella nostra zona tutto è aumentato, i costi dei materiali e degli alimentari sono di molto aumentati e questo a esclusivo vantaggio delle multinazionali e degli speculatori.

Per questo, cari Amici, è necessario il vostro aiuto concreto, generoso e urgente!

Oltre alla preghiera che deve essere costante e continua.

Ho scritto queste righe e impressioni di getto, cosi come mi vengono dal cuore, come dicevo ieri per telefono a chi ci aiuta dall’Italia e che qui voglio ringraziare per la pazienza e per la disponibilità.

Alla fine dl soggiorno Africano, quando torneremo assieme agli amici presenti in Africa, il 22 Dicembre 2012, mi impegno a scrivere la seconda parte di questa “lettera agli amici”, completando il diario del soggiorno e ringraziando pubblicamente tutti, nome per nome.

Nelle mie letture sull’ Africa, in questo momento (è uscito di nuovo il sole) leggo su un libro del bolognese Leonardo “ Nardo Giardina “ che non esiste un mal d’ Europa, o d’ America , a d’ Australia, esiste solo il mal d’Africa .

Per giustificarlo sarebbe sufficiente pensare al cielo di questo Continente senza tempo, dove il tempo si è fermato, quando come mi è capitato di guardare alcune sere fa , qui a Maguta in una notte senza luna , come in nessuna altra parte della terra miliardi di stelle brillano come diamanti purissimi , e la via Lattea sembra talmente vicina da spingerti di cercare di afferrarla con le mani .

Cari Amici di SOLIDARIETÀ ed Amici che abbiamo incontrato in questi anni, so che alcuni di voi si incontreranno per scambiarsi gli auguri per le prossime festività natalizie, anche se da grande distanza, voglio di nuovo ringraziare voi e tutti cloro che a diverso titolo ci seguono e sostengono il nostro impegno e inviare a tutti gli AUGURI più belli di un SANTO NATALE e SERENO e FELICE ANNO NUOVO 2013.

TUMSHUKURU MUNGU – Ringraziando il Signore !!!!

A Presto , Cordialmente

Gianfranco Manservisi

 

In partenza …

Cari amici,

siamo di nuovo in partenza per la Tanzania:
domani mattina io, Gianfranco e Mario partiremo dall’aeroporto di Bologna alla volta di Dar Es Salaam dove arriveremo alle tre del mattino circa di mercoledì 7 novembre; di li senza sosta, prenderemo il volo per Mwanza assieme all’amico Asghedom.
Arrivati a Mwanza alle 8 circa della mattina sempre di mercoledì, proseguiremo in auto per Tabora (circa 500 km) dove arriveremo la sera stessa.
Ci fermeremo la per incontrare l’Arcivescovo di Tabora e le Suore della Provvidenza per l’Infanzia che sono già sul posto, per cercare di dare l’avvio alla realizzazione della casa per i bambini Albini, dando un supporto tecnico e organizzativo alle Suore (che ne sono prive)
Poi, rientrando verso Dar Es Salaam, faremo sosta un giorno a Mwanza per incontrare il Presidente del Bugando Medical centre e siglare le convenzioni relative al progetto del “Professor Edgardo Monari C.T. Scan Service”  (la TAC) e verificare che tutto stia funzionando conrrettamente.
Di seguito torneremo a Dar dove Gianfranco e Mario si riuniranno ad Andrea, Marco, Giuseppe ed Annamaria che arriveranno dall’Italia il 13 sera e proseguiranno assieme verso Iringa, e Madege per cominciare il III periodo di cantiere del Progetto Idroelettrico Integrato (H.I.Project Madege) con l’biettivo di completare le opere in calcestruzzo per la condotta forzata e predisporre per il completamento dell’ultimo “salto” di 100 metri e per la realizzazione della centrale per l’anno prossimo.
Io dovrò rientrare il giorno stesso per essere a Bologna il 14 novembre, Andrea rientrerà il 30 novembre.
Gianfranco, Mario, Marco, Giuseppe ed Annamaria resteranno per occuparsi dei lavori e degli incontri con le autorità locali fino al 18/20 di dicembre e rientreranno il 22 giusto in tempo per festeggiare il Natale in famiglia.
Io cercherò di tenervi aggiornati attraverso il nostro sito internet http://www.scsf.it/  e attraverso il mio profilo facebook: http://www.facebook.com/stefano.c.manservisi
Seguiteci e sosteneteci in questi impegni.
Stefano Manservisi