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E’ convocata per sabato 29 settembre 2012  l’assemblea ordinaria dei soci della associazione Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere che si terrà dalle ore 17:30 presso Villa Pallavicini in via Marco Emilio Lepido 196 a Bologna.

L’assemblea sarà preceduta alle ore 16:30 da una messa in ricordo e suffragio del defunto professor Edgardo Monari, fondatore di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere, celebrata da Don Giovanni Cattani presso la cappella della Villa Pallavicini.

E’ già stata inviata via posta la convocazione ufficiale a tutti i soci che hanno confermato o rinnovato la loro iscrizione.

Per informazioni e dettagli potete rivolgervi direttamente presso la nostra sede in viale Antonio Silvani 3/8 a Bologna o per telefono al n. 051220637

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Attualmente il nostro obiettivo principale è il completamento del Progetto Idroelettrico Integrato “pane, acqua, salute, istruzione, lavoro” con lo scopo di portare energia rinnovabile a basso costo in un comprensorio rurale di una ventina di villaggi attorno a quello di Madege (dove sorgerà l’impianto), sulle Iringa Highlands.

Stiamo perseguendo questo obiettivo con impegno, perseveranza, fatica e anche ostinazione da molti anni, perchè ci hanno chiesto aiuto e noi ci siamo impegnati a darlo. In questa nostra faticosa impresa, che assorbe la maggior parte delle energie della nostra associazione, non abbiamo tuttavia mai ignorato le altre richieste di aiuto che venivano dalle altre realtà locali, grandi o piccole che fossero e abbiamo sempre cercato di dare una risposta positiva, nei limiti delle nostre possibilità e senza mai sottrarre risorse al nostro impegno principale.

Ancora una volta ci è stato chiesto aiuto, una richiesta tanto più pressante ed impossibile da ignorare in quanto proveniente dai più piccoli ed indifesi: i bambini, in particolare i bambini albini e down, ancora più indifesi ed in pericolo perchè esposti alla spesso incolpevole ignoranza e superstizione delle famiglie ed alla criminale avidità di chi sfrutta questa ignoranza e questa superstizione.

La richiesta ci è arrivata per bocca delle Suore della Provvidenza per l’infanzia abbandonata interpellate da Mons. Paul Ruzoka, Arcivescovo di Tabora che si è rivolto a loro per la realizzazione di una casa di accoglienza per i bambini albini che vengono abbandonati al loro difficile (e spesso assai breve) destino dalle famiglie vittime della superstizione o nell’impossibilità di poter difendere il resto del proprio nucleo familiare dalla superstizione altrui.

Il problema dell’albinismo in Africa è complesso ed ha radici lontane ma in sostanza si concretizza nel fatto che queste persone sono da un lato considerate un segno di sventura e dall’altro fonte di talismani. Il destino dei bambini albini, soprattutto nelle aree rurali meno istruite è pressochè segnato dall’abbandono in un ambiente ostile e privo di qualsiasi struttura di accoglienza minimamente adeguata. Abbandonati, hanno pochissime possibilità di sopravvivenza, quand’anche non fossero vittima di chi li vuole trasformare (da morti ma a volte anche uccidendoli) in amuleti. La legge che vieta il commercio di questi amuleti è solo di pochi anno fa, e il primo parlamentare albino è stato eletto nel 2008. Inoltre questi bambini soffrono di diverse disfunzioni alla pelle e agli occhi ed avrebbero bisogno di essere seguiti anche sotto il profilo medico.

Come spesso accade la provvidenza o la fortuna agisce nei modi più strani, e in questo caso l’incontro fortuito tra la direttrice della congregazione delle Suore della Provvidenza e il nostro presidente al Kurasini di Dar Es Salaam ci ha messo in contatto con questa realtà incredibile per mezzo di una richiesta di aiuto cui non possiamo restare indifferenti.

Ci è quindi stato chiesto sostegno tecnico e logistico per la realizzazione di una casa di accoglienza per i bambini albini e down a Tabora, dove per volontà ed impegno dell’Arcivescovo, dovranno essere accolti almeno 50 bambini che si cercherà di reinserire nella vita quotidiana affiancando alla casa di accoglienza una struttura scolastica primaria che educherà gli ospiti della casa di accoglienza assieme ai loro compagni coetanei che non soffrono i loro problemi.

Lo scopo del progetto (denominato Tabora Boarding School) è quindi triplice: 1° sottrarre i questi bambini al loro destino, 2° reintegrarli in nella vita sociale, 3° educare le nuove generazioni all’accoglienza verso queste persone combattendo così ignoranza e superstizione.

TBS project - Residential block

Tabora Boarding School for albino children - Residential block

Dopo diversi contatti preliminari tra il nostro presidente, la direttrice delle Suore della Provvidenza ed alcune sue collaboratrici, volontarie italiane e l’Arcivescovo di Tabora si è deciso di sottoporre alla approvazione del Consiglio Direttivo di SCSFong di una proposta di sostegno al Tabora Boarding School project. Sostegno che è stato accordato dentro i limiti del supporto tecnico logistico alle necessità operative del progetto e che non prevede per ora alcun impegno economico diretto di SCSFong se non per la copertura dei viaggi del nostro personale sul posto (in occasione dei viaggi finalizzati ai nostri progetti principali) ed al supporto logistico per la spedizione in Tanzania di materiali destinati al progetto TBS sui nostri vettori e containers.

Non possiamo pensare di risolvere tutti i problemi della Tanzania o di rispondere con superficialità a qualsiasi richiesta di aiuto ci venga fatta, ne rimarremmo sopraffatti e non riusciremmo a concretizzare nessun aiuto compiuto e reale, non potevamo però restare indifferenti ad una richiesta del genere. La risoluzione del C.D. di SCSFong si è quindi posta nel solco della nostra sensibilità, della nostra storia e dei nostri obiettivi istituzionali, dando corpo a quel “… e oltre” che il Prof Monari indicava nella richiesta fatta agli amici di proseguire per lui l’attività di Solidarietà, sempre senza perdere di vista il nostro obiettivo principale.

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La ristrutturazione della nuova sede di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere o.n.g. è stata completata. Prossimamente traslocheremo la sede operativa dagli attuali locali in Corte de’ Galluzzi al nuovo ufficio in Viale Silvani 3/8 a Bologna come deliberato dalla assemblea dei soci in sede di approvazione del nuovo statuto (che potete già leggere integralmente su queste pagine).
I locali sono quelli dell’ex ambulatorio medico del Professor Edgardo Monari, parte del lascito alla associazione. Dopo avere catalogato e raccolto tutto il materiale che il Professore ha lasciato sia nel suo ambulatorio che nella sua abitazione, abbiamo provveduto all’adeguamento tecnico ed igienico dei locali, rinnovando i servizi e aggiornando gli impianti. Si sono ricavati un ufficio per la amministrazione ed un archivio per accogliere il vasto materiale documentale raccolto in 30 anni di attività di Solidarietà. L’ambulatorio diventerà l’ufficio di presidenza nonchè la sala per le riunioni di consiglio. Abbiamo recuperato tutto l’arredo originale dell’ambulatorio per attrezzare la sala riunioni mentre per l’ufficio e l’archivio abbiamo acquistato arredi nuovi pensati  per rendere più agevole il lavoro di amici e collaboratori. Tutto secondo criteri di funzionalità, sobrietà ed economicità che sempre contraddistinguono l’operato della nastra o.n.g.
Comunicheremo a tutti il cambio di indirizzo appena la nuova sede entrerà effettivamente in funzione.

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L’assemblea dei soci ha provveduto agli adempimenti di ordinaria competenza relativi all’esame e approvazione dei rendiconti economico-finanziari predisposti dal Consiglio Direttivo, e alla valutazione dello stato dei lavori in corso in Tanzania, nel quadro dei progetti riguardanti la realizzazione della Centrale idroelettrica di Madege e l’installazione di un’apparecchiatura TAC presso il Bugando Hospital di Mwanza. I presenti hanno preso atto che le risorse a disposizione dell’Associazione,- nel cui patrimonio sono definitivamente entrati tutti i beni compresi nel lascito del compianto Presidente, Prof, Edgardo Monari,- danno sufficienti garanzie per la copertura delle spese che nei prossimi 2/3 anni si dovranno sostenere in Italia e in Africa per portare a compimento i progetti avviati con Monari in vita.

 

Nella parte “straordinaria”, presente un notaio di Bologna, l’assemblea ha approvato un progetto di statuto sociale predisposto dal Consiglio, adeguato e coerente con le normative di legge oggi in vigore. Le novità che meritano un accenno riguardano il trasferimento della Sede legale e amministrativa di Solidarietà in Viale Silvani n. 3/8 in Bologna (i locali in precedenza erano adibiti ad ambulatorio medico, e servizi connessi, del Prof. Monari), l’introduzione di una figura statutaria di garanzia quale il Revisore Unico dei Conti, ruolo di un professionista iscritto ad apposito “ordine”. In considerazione della rilevanza dal punto di vista finanziario dei prossimi interventi operativi in Tanzania, il Consiglio potrà richiedere all’Autorità statale competente l’attribuzione all’Associazione della personalità giuridica, ciò al fine di tenere separati il patrimonio dell’associazione da quello degli amministratori. Il Consiglio Direttivo in carica (sarà rinnovato a primavera 2010) potrà avvalersi anche di un Tesoriere da scegliere fra i soci, provvisto di esperienza amministrativa. Il Consiglio ha fissato in Euro 15 la quota associativa annuale: il socio in regola ha diritto a partecipare alle future assemblee e ad essere dalle stesse eletto a far parte degli organi statutari.

 

Nel riportare di seguito il nuovo Statuto di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere, è doveroso dire che l’Assemblea ha approvato all’unanimità l’intero operato del Consiglio Direttivo in carica: Si segnala, infine, che Solidarietà ha rinnovato la richiesta all’Agenzia delle Entrate italiana per l’iscrizione alla ripartizione del 5 per mille delle Irpef. Quanti leggeranno queste note potranno, in sede di dichiarazione del redditi, esercitare una scelta (c.f. 03249840376) che va nella direzione della promozione umana delle popolazioni africane della Regione di Iringa, Tanzania: l’energia elettrica ad Usokami arriva da oltre 20 anni. Questa essenziale risorsa, e tante altre conseguenti, sono il prodotto della lungimiranza e del sentire cristiano del fondatore di Solidarietà, il compianto Prof. Edgardo Monari.

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