Ancora dalla Tanzania

Ecco le ultime foto che ci ha mandato Marco tramite Elia, il nostro autista e meccanico, da Maguta; dove come vedete i lavori per il montaggio della turbina  proseguono con l’obbiettivo di completare la collocazione provvisoria entro la chiusura del cantiere.

Tra un paio di settimane infatti i nostri volontari e l’ingegnere della Brulli rientreranno in Italia e il cantiere verrà chiuso per la pausa natalizia. Sarà riaperto nel primo trimestre dell’anno prossimo appena arriveranno sul posto i materiali per completare l’installazione della centrale.

Le prime attività del cantiere 2019 saranno proprio quelle dedicate all’assemblaggio definitivo della turbina ed al getto di completamento che la fisserà nel blocco ti tenuta.

Successivamente saranno montati e collegati l’alternatore, i quadri ed i trasformatori, che saranno installati parallelamente alla posa delle prime due linee elettriche necessarie anche per il collaudo dell’impianto.

Mi preme sempre ricordare che tutto questo è stato realizzato negli anni con il contributo volontario di tanti amici, tecnici ed operai italiani che si sono dati disponibili gratuitamente per seguire sul posto la realizzazione delle varie fasi del progetto assieme naturalmente al lavoro, retribuito dalla Diocesi di Iringa con fondi di SCSF, delle centinaia di operai africani che si sono alternati in cantiere in questi anni e che quindi ne hanno potuto ricavarne sostentamento e prospettiva di un futuro migliore per sé e per le loro famiglie.

Troppo bella !

Troppo bella !

“Peccato ricoprirla di calcestruzzo, è troppo bella ! “

Con queste parole che sottoscrivo in pieno oggi pomeriggio Marco accompagna la foto scattata in centrale a Maguta durante le fasi di montaggio della turbina.

Grazie Marco, grazie a tutti gli amici !

Fasi del montaggio della turbina nella centrale elettrica del nostro progetto idroelettrico a Maguta, sul fiume Lukosi in Tanzania

Casa Monari … 16 ottobre

Stefano Manservisi

La notte a Casa Monari qui a Maguta (o Manguta come sostiene Salvadòr) è passata tranquilla e riposante, punteggiata soltanto da qualche scroscio di pioggia. Alle 8 facciamo colazione poi partiamo per fare un giro al cantiere della centrale prendendo la strada che sale all’abitato di Madege per poi ridiscendere fino al ponte nei pressi del villaggio di Lukosi e che passando a fianco delle scuole secondarie, prosegue svoltando a destra fino allo spiazzo dove sono stati montati un prefabbricato per uffici un capannone metallico dove sono depositati i materiali per la realizzazione del fabbricato della centrale e che assieme a due container di materiali costituiscono il cantiere a valle dell’impianto.

Qui troviamo già assemblata la enorme biforcazione a Y che suddividerà il flusso di acqua proveniente dal salto per alimentare le due turbine previste alla fine della seconda fase del progetto (per ora la prima fase prevede la realizzazione di una sola “linea d’asse” turbina – alternatore).

L’emozione per tutto quello che abbiamo visto nei giorni scorsi e qui su queste montagne, che ormai sentiamo un poco nostre, è intensa e il presidente assieme a noi si lascia trasportare da un momento di commozione, pensando a coloro che hanno sognato e voluto questo progetto e che non hanno potuto essere qui per vederne i progressi in questi ultimi 5 anni.

Con la pioggia di questa notte non è consigliabile rientrare per la ripida strada diretta che Marco & soci hanno realizzato per mettere in comunicazione il cantiere superiore con quello a valle.

Assieme a Carlo ripercorriamo a piedi un breve tratto la strada che abbiamo fatto prima fino ad arrivare in un punto dal quale si può avere un vista completa del “salto” e di tutto il cantiere a valle, poi risaliamo sul Toyota per rientrare facendoci lasciare qualche curva prima dell’ingresso di Casa Monari per immergerci almeno per qualche minuto in questo paesaggio stupendo.

Rientrando discutiamo su alcuni aspetti dell’incontro avuto giovedì scorso a Dar con il Vescovo e in vista dell’incontro di Martedì ad Iringa con le altre persone coinvolte dal Vescovo nella gestione dell’impianto di Madege.

La discussione continua animata anche durante e dopo il pranzo, i punti da chiarire e da definire, anche relativamente alla nostra posizione oltre che relativamente ai rapporti bilaterali sono molti e anche delicati, ma ormai inderogabili visto che il momento del passaggio dalla fase realizzativa a quella gestionale si sta avvicinando sempre di più man mano che i lavori procedono.

Dopo una breve pausa, verso sera riprendiamo la programmazione delle prossime due giornate per le quali avendo fatto e disfatto il calendario almeno due volte alla fine siamo riusciti a ritagliarci una veloce escursione al parco del Ruaha. Anche perchè martedì sarà un’altra giornata piena di impegni.