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GAZZETTA DI REGGIO: Progetto Idroelettrico Energetico Integrato “Pane, Acqua, Salute, Istruzione, Lavoro” – Madege, Iringa (Tanzania) – Articolo

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Finalmente, dopo molte difficoltà e tante novità, al via il primo cantiere 2014 per il progetto idroelettrico integrato Hi Project Madege.

Domani saranno in Tanzania Marco, Anna ed Eugenio che arriveranno a Dar Es Salaam per poi salire ad Iringa e di lì a Casa Monari per riprendere il lavoro interrotto lo scorso Novembre.

A loro i nostri auguri di buon lavoro !

A tutti coloro che fossero interessati a seguire il progetto ricordo che il diario sarà postato da Eugenio sulla nostra pagina Facebook: Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere ( https://www.facebook.com/SCSFong )

Sostenete il lavoro dei nostri volontari, la vostra partecipazione è carburante per il loro entusiasmo!

s.c.m.

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Siamo di nuovo in partenza!

Prima del solito in realtà, ma dobbiamo preparare la strada per riprendere le nostre attività dopo l’interruzione forzata a causa dei noti eventi accaduti lo scorso novembre e tante sono le cose da fare e da preparare.

Partiamo prima del previsto, dicevo, e in Tanzania piove ! L’acqua in Africa (in Tanzania) c’è ! e anche tanta.

A Tabora, prima di passare alla coltivazione del tabacco, si facevano (e si fanno ancora) DUE raccolti di riso ! e senza nessuna rete di canali come da noi, tutta acqua che piove dal cielo.
A Iringa, e in particolare sulle nostre montagne, sta piovendo molto, i fiumi e i laghi sono pieni e le strade di montagna, già difficili da percorrere normalmente, sono adesso impraticabili.

Eppure l’accesso all’acqua è ancora una cosa inusuale, difficoltosa, saltuaria, faticosa … non esistono acquedotti, e dove esistono sono ampiamente insufficienti, servono una quota limitata di popolazione (e solo nei centri maggiori, non esiste una rete distributiva diffusa) e la qualità dell’acqua distribuita è decisamente lontana dell’essere potabile.
Non ci sono infrastrutture né per la raccolta, né per la distribuzione, ciascuno si arrangia come può raccogliendola nei modi più disparati e spesso non igienicamente idonei. La distribuzione è affidata ad una miriade di “ciclisti” che con biciclette e tricicli stracarichi ai limiti dell’inverosimile, vanno a riempire le taniche di plastica gialle e poi le consegnano porta a porta (per le forniture più grosse di solo le autocisterne ma le cose non migliorano, per questo, di molto); tutto ciò nelle città e nei villaggi più grandi, mentre se abiti sui monti o in mezzo alle campagne devi partire alla mattina per tornare alla sera, portando sulla testa e a braccia (di solito le donne) le taniche riempite al fiume o al pozzo più vicino (che spesso poi così vicino non è).

L’acqua è vita, e per noi è una cosa naturale e normale, ma in troppe parti del mondo non è così e soprattutto nei posti dove l’acqua c’è e in abbondanza, non è possibile, non è giusto che le persone non vi possano accedere (o lo debbano fare con estrema difficoltà e fatica) perché mancano gli strumenti.

L’acqua è una risorsa, l’acqua è energia.

L’accesso all’acqua e l’accesso all’energia sono i nodi principali per i quali lo sviluppo sociale ed economico deve passare.

Ed è per questo che il nostro progetto idroelettrico integrato “HiProject Madege” (Hydroelectric integrated Project Madege) è importante, fondamentale, per il miglioramento delle condizioni di vita delle persone e delle famiglie che vivono sulle montagne di Iringa.
L’accesso all’energia è il primo passo per dare l’accesso all’acqua, con l’energia (prodotta in modo ambientalmente sostenibile sfruttando l’acqua del fiume Lukosi) sarà possibile portare l’acqua alle persone in modo da migliorarne le condizioni igieniche e di vita, liberare risorse per la vita quotidiana delle persone e delle famiglie (il tempo che le donne trascorrono per percorrere chilometri a piedi per andare a procurare l’acqua per se e per la famiglia, è tempo sottratto alla famiglia ed ai figli, tempo che potrà essere utilizzato per occuparsi della della vita della famiglia e della propria vita).

Acqua e Pioggia in Tanzania

Temporale lungo la strada da Shinyanga a Mwanza (Tanzania)

Acqua in Tanzania

Specchi di acqua piovana dopo un intenso acquazzone lungo la strada per Mwanza (Tanzania)

HiProject Madege

La diga sul fiume Lukosi nei pressi del Villaggio di Madege sulle montagne delle Iringa Highlands (Tanzania) – SCSFong

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Il periodo di cantiere per l’avanzamento dei lavori del Progetto Idroelettrico Integrato (HIproject Madege) sta proseguendo e mentre Anna e Marco sono stati costretti ad un rientro anticipato per gravi motivi familiari, Mario e Giuseppe sono in questi giorni a Dar Es Salaam dove li raggiungeranno il nostro presidente Gianfranco Manservisi assieme ad Andrea Gardini per poi trascorrere assieme l’ultimo periodo in cantiere sul fiume Lukosi.

I lavori nel sito della futura centrale elettrica stanno proseguendo e nonostante il difficile periodo (che risente degli effetti della crisi economica in Italia come in Tanzania), la realizzazione dell’enorme blocco di tenuta in calcestruzzo alla base del salto finale della condotta forzata sta proseguendo con l’aiuto di una sessantina di operai locali che sotto la direzione di Mario, Marco e Giuseppe stanno completando i quasi 50 metri cubi di calcestruzzo che dovranno contrastare la spinta dell’acqua prima che questa entri in centrale per far girare la turbina.

Anche Casa Monari a Maguta (o Manguta come sostiene P. Salvador Del Molino) è sempre mantenuta efficiente ed ospitale dalla sapiente e costante conduzione di Anna assieme alle nostre ragazze: Innocentia e Tafrigia che ormai sanno cucinare meglio di molti di noi.

Il viaggio del residente avrà come obiettivo principale quello di verificare lo stato dei lavori e le problematiche tecniche e logistiche che dovranno essere affrontate durante i cantieri del prossimo anno e di verificare lo stato dei rapporti con gli enti amministrativi e governativi locali in vista del passaggio alla fase di avviamento del progetto.

Attualmente abbiamo in programma di completare le opere edili e la posa della condotta nel 2014 per poter completare l’assemblaggio della centrale e la realizzazione di primi chilometri di linea elettrica nel 2015 ed inaugurare l’impianto l’anno successivo.

Vi terremo aggiornati appena avremo altri aggiornamenti.

Anche il progetto “Under the Mango Tree” di Tabora dove stiamo fornendo assistenza tecnica e logistica per la realizzazione della casa di accoglienza per i bambini albini voluto della Arcidiocesi locale e condotto dalla Congregazione delle Suore della Provvidenza per l’infanzia abbandonata di Piacenza, sta proseguendo con la direzione dei lavori sul posto dell’Ing. Asghedom Wodeghiorghis secondo il progetto di Gruppozero:aa.

Il primo fabbricato dovrebbe essere coperto entro la fine dell’anno prima delle piogge assieme alla base per i container (che poi saranno utilizzati per realizzare il magazzino) e la nuova torre dell’acqua. Successivamente saranno realizzate finiture ed impianti in modo da poter assemblare l’arredo appena possibile dopo la stagione delle piogge.

Appena sarà possibile reperire i fondi è in programma anche la realizzazione della Piazza Coperta sotto la quale troverà posta il primo nucleo della scuola materna tenuta dalle Suore della Provvidenza.

 

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Ormai siamo sulla via del ritorno, ma prima di rientrare ci tenevamo a mandavi un saluto dalla Tanzania.

Durante questo breve ma intenso viaggio abbiamo veramente galoppato e anche se abbiamo avuto come sempre, qualche correzione al programma, abbiamo veramente fatto un sacco di cose e messo in fila molte informazioni, soprattutto per il nostro progetto principale a Madege per il quale sarà poi necessario fare un’altra serie di incontri tecnici tra Bologna e Reggio.

Il lavoro che resta da fare è molto ma la strada è ormai tracciata, adesso occorre trovare il modo di recuperare un po’ sui tempi, comunque, come sempre, faremo del nostro meglio, faremo il possibile.

Anche il cantiere di Tabora è partito alla grande anche con l’aiuto dell’ing. Asghedom e anche le suore e l’arcivescovo di Tabora (che è venuto personalmente in visita al cantiere) sono soddisfatti. La prossima settimana cominceranno a costruire i muri, l’obiettivo è di concludere i lavori entro ottobre o comunque prima dell’inizio della prossima stagione delle piogge. Anche per questo progetto sono già in programma un paio di incontri tra Bologna e Piacenza.

A presto

Gianfranco, Stefano, Mario

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Prendo in prestito un titolo di Camilleri (che spero non se ne abbia a male) perché lavorare in Tanzania e cercare di organizzare le cose qui è un po’ come cercare di dare la forma all’acqua: fino a quando la tieni nelle mani sembra tutto a posto … ma appena ti sposti tutto torna fluido.

Comunque posso dire che abbiamo fatto un bel passo avanti, il progetto per al casa di accoglienza per i bambini albini abbandonati sta partendo, le suore della Provvidenza riceveranno i primi otto bambini (5 femmine e 3 maschi tra i 2 e i 5 anni) a gennaio.
Intanto le tre sorelle che dovranno cominciare l’attività stanno studiando lo Swahili e noi abbiamo dato una mano per definire alcune opere di completamento della loro casa proprio in vista della accoglienza a questo primo gruppo di bambini: una cucina all’aperto, necessaria per poter cucinare usando il carbone (le bombole del gas sono difficili da trovare e molto costose); due servizi igienici aggiuntivi esterni (uno per bambini e uno per adulti); una vasca per il bagnato dei bambini; una lavanderia esterna e una rotonda dove poter sedere tutti assieme sotto l’albero di mango.

Domani saremo a colloquio con il direttore del Bugando Medical Centre di Mwanza per definire la convenzione per la gestione del servizio di Tomografia (Edgardo Monari C. T. Scan service)

Poi, mentre in grosso del gruppo proseguirà verso Madege per dedicarsi al progetto idroelettrico su quelle che ormai possiamo considerare “le nostre montagne”, io rientrerò in Italia.

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Come ebbe occasione di farci notare il nostro amico Luciano che disse: “… voi avete gli orologi, noi (africani) abbiamo il tempo …
Ed è vero, dovevamo essere a Tabora ieri pomeriggio, ma poi gli appuntamenti sono cambiati e siamo arrivati a Mwanza ieri sera. Questa mattina eravamo pronti alle sette e mezza per aspettare il padre che ci deve accompagnare a Tabora ma prima ha forato e quindi ha dovuto andare a comperare una ruota (?) nuova, poi farla montare e visto che era di strada è andato a comperare il pesce al mercato (che qui sul lago è certamente fresco). È quindi noi con i nostri orologi che guardiamo ogni 5 minuti, siamo ancora qui che aspettiamo e chiacchieriamo … Ci vuole pazienza!

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