Covid-19, Aggiornamenti dalla Tanzania

Cari amici, purtroppo dopo pochi giorni il nostro amico Pius ci ha mandato un nuovo aggiornamento e non sono buone notizie.

Come la settimana scorsa, di seguito trovate le sue parole e poi la traduzione e alla fine anche alcuni link alle ultime notizie che ho trovato a proposito della situazione in Tanzania.

” hello brothers and sisters I hope you saw my article I sent you two days ago … but was briefly i told you about how our government have been trying to fight against covid from the early infenction report were reporting every 24hrs but up today we don’t have any report about how many people got infenction from last report of 299 people and 37 cured. We dont have any news about four days and government is very strict to people who are sharing an information about infenction.
For me it seems like we just making battle on darkness place without torch … and every support which government have been supported with doners they have been directed to health workers and covid 19 equipments just to be stand by like a goal while for the time being an infenction to the society growing so fast … and no body speaking and there is strange death in cities famous people dying and government instruct people to do funeral with few people … and no body says the cause of it. Now we are in big worry who is going to win this battle … i told you about people suffering even to get prevention equipment like musk, gloves, and sanitizers for instance one musk can cost nearly 1euro this is too much for poor people…
I know we are at same problem please brothers and sisters lets try to save life if possible …
lets cry together tomorrow we will laugh …
Pius “

” Ciao fratelli e sorelle spero che abbiate letto l’articolo inviato due giorni fa … dove in breve ho detto di come il governo sta cercando di combattere contro il covid dalle comunicazioni delle prime infezioni fino ai report ogni 24 ore, ma ad oggi non abbiamo notizie di quante persone sono rimaste infette dall’ultima comunicazione di 299 persone e 37 guariti. Non abbiamo notizie da circa quattro giorni ed il governo restringe molto le informazioni sulla infezione.
Per me è come combattere una battaglia al buio senza torce … ogni aiuto che il governo ha ricevuto dai donatori è stato dato agli operatori sanitari e per gli equipaggiamenti per il covid-19 come in attesa che l’infezione cresca in fretta tra le persone … nessuno parla e ci sono strane morti nelle città, persone famose muoiono e il governo da istruzioni per fare il funerale con poca gente … e nessuno dice la causa. Ora siamo molto preoccupati su chi riuscirà a vincere questa battaglia … vi ho detto di come le persone faticano anche a trovare gli strumenti di protezione come maschere, guanti e disinfettanti, per esempio una maschera può costare quasi 1 euro, troppo per la povera gente …
So che siamo tutti nello stesso problema, per favore fratelli e sorelle provate a salvare delle vite se possibile …
piangiamo assieme oggi sorrideremo poi …
Pius “

In sostanza una garbata richiesta di aiuto che non possiamo lasciar cadere nel vuoto nonostante le nostre difficoltà.

Nei prossimi giorni vedremo se nonostante la nostra temporanea immobilità posiamo fare qualcosa di minimamente utile, direttamente o indirettamente.

Ogni aiuto o suggerimento è bene accetto.

Di seguito alcuni aggiornamenti sulla situazione in Tanzania raccolti da internet.

Il primo suggerito proprio dall’amico Pius via whatsapp:

L’articolo ripreso da un portale generalista riporta della morte del Ministro degli Affari Costituzionali della Tanzania Dr Augustine Mahiga, originario della regione di Iringa, senza dare dettagli sulle cause della morte, lasciando quindi ancora più aperta la strada a dubbi ed illazioni incontrollate.

Quelli che seguono sono invece riferimenti raccolta in internet.

Dal portale della BBC (sempre molto aggiornato ed attendibile sull’Africa) : “Night burials amid Tanzania’s coronavirus defiance” sulle sepolture notturne durante la lotta contro il virus in Tanzania.

Dal portale di notizie sulla Tanzania “Tanzanian Affairs” un report sulle prime fasi dell’epidemia nel paese e delle prime reazioni del governo locale.

Coronavirus in Tanzania

Cari amici di Solidarietà oggi voglio condividere con voi le parole di un nostro amico africano da Tabora: Mr. Pius Mgunda, civil engineer, che ha di fatto costruito la scuola materna del progetto Under the Mango Tree per l’accoglienza dei bambini albini abbandonati a Tabora in Tanzania.

Sue sono anche le decorazioni in stile Tingatinga della scuola materna progettata da Gruppozero per SCSF e condotta delle Suore della Provvidenza per l’infanzia abbandonata di Piacenza di Tabora, realizzata con la direzione dei lavori di Mr. Pius Mgunda

Under the Mango Tree project, scuola materna delle Suore della Provvidenza per i bambini albini abbandonati a Tabora

Con Pius siamo rimasti in contatto utilizzando i social network, per scambiarci pareri e sostegno in questo momento difficile.

Infatti le conseguenze economiche dell’epidemia di Covid-19 non si sono fatte attendere nemmeno in Africa e in Tanzania, dove forse sono addirittura cominciate prima di quelle sanitarie togliendo lavoro e possibilità di sussistenza a molte famiglie. Lo stesso Pus mi ha fatto sapere che anche lui al momento è senza lavoro a Tabora e sta progettando di spostarsi fuori dalla città per cercare di evitare il contagio ed avere forse qualche opportunità di lavoro in più.

Anche per questo, qualche giorno fa chiesi a Pius Mgunda di scrivere qualche riga per raccontare la situazione in Tanzania come viene vista dalle persone.

Questa mattina ho ricevuto la sua risposta.

Come potrete leggere non c’è molto da aggiungere, se non sperare che i numeri non crescano ai livelli europei e statunitensi e che in Africa ci sia in effetti una qualche resistenza maggiore alla diffusione del virus, perché le possibilità di arginare una epidemia che raggiunga i nostri numeri, in Africa avrebbe conseguenze catastrofiche i cui effetti si riverbereranno inevitabilmente in tutto il mondo.

Quelle che seguono sono le sue parole (che trovate sotto anche in italiano, tradotte da me), credo sarebbe utile se anche voi poteste condividere il vostro pensiero, le vostre esperienze o anche solo il vostro sostegno:

It had begun like jokes through social media about chines eats insects, snakes, scorpion etc.

People in africa especially from my country were sharing some videos in social media … and believed that was the cause of corona … and that is for chines …

When an infection spreaded in Europe people were busy on spreading wrong information about covid-19, some said this virus cant persist on africa temperature, which was wrong.

I’m lucky because i have plenty of friends around the world and some of them are doctors in Netherlands, France and Belgium and some of them are friends in Italy … all of them have been telling me to stay safe … by then when we got first patient and more now we have about 257 cases and ten death.

I’m just afraid if this will be the end bearing in mind an information of infection have been reported by minister of health every 24hrs

Some of people suggested to our government to make control of infection by making lockdown some of cities which got virus cases early … but government refused to do and now the infection is all around the country … and our health minister has instructed people to wash hand with soap regularly and avoid crowd but our president refused to close churches and mosques and said god has power to stop the virus so we need to keep praying and if we get infection we can even use to boil some local medicine and inhale its steam …

I dont know if we can survive so please brothers and sisters lets share the right expirience of these virus pandemic!

last but least … here in africa some of people cant afford even the cost of musk some of them have begun to use breast garment as musk …

Please lets stand crying today we will lough tommorow …

Pius.


Tutto è iniziato come uno scherzo sui social a proposito dei cinesi che mangiano insetti, serpenti, scorpioni, ecc…

La gente in Africa, specialmente nel mio paese, condivideva video sui social media … e credeva che fosse la causa del corona … e the fosse per i cinesi …

Quando l’infezione si è diffusa in Europa le persone erano impegnate a diffondere notizie sbagliate sul covid-19, alcuni dicevano che il virus non poteva resistere alle temperature africane, ma sbagliavano.

Io sono fortunato perché ho molti amici nel mondo alcuni dei quali sono medici in Olanda, Francia e Belgio … a alcuni in Italia … tutti mi dicono di stare al sicuro … da quando abbiamo avuto il primo caso ad ora abbiamo 257 casi e dieci morti

Temo che sia la fine anche in considerazione che il ministero comunica informazioni di infezioni ogni 24 ore.

Alcuni avevano suggerito al governo di controllare l’infezione bloccando le città appena si manifestarono i primi casi … ma il governo si rifiutò di farlo e adesso l’infezione è in tutto il paese … e il nostro ministero della salute ha dato istruzioni alle persone di lavarsi le mani con il sapone regolarmente ed evitare assembramenti ma il presidente ha rifiutato di chiudere chiese e moschee e ha detto che Dio ha il potere di fermare il virus e quindi che abbiamo bisogno di continuare a pregare e che se prendiamo l’infezione possiamo sempre far bollire qualche medicina locale ed inalarne i vapori.

Non so se potremo sopravvivere, perciò fratelli e sorelle, condividete le esperienze corrette su questa pandemia !

Infine ma non meno importante … qui in Africa le persone non possono permettersi nemmeno il costo delle mascherine, alcuni usano la biancheria intima come mascherine …

Resistiamo piangendo oggi per sorridere domani …

Pius.

La pandemia in Africa

Mentre noi qui in Europa stiamo combattendo la pandemia principalmente con gli strumenti del confinamento e del distanziamento sociale e stiamo già cercando di immaginare e programmare la cosiddetta “fase 2” durante la quale dovremo certamente convivere con questo ingombrante quanto microscopico coinquilino fino a quando non sarà debellato o reso innocuo, in Africa, dopo un primo periodo di latenza che aveva anche fatto sperare in una qualche misteriosa maggiore resistenza del continente verso il nuovo SARS-Cov-2, purtroppo si stanno registrando numeri in aumento i quali, se pur ancora lontani da quelli occidentali e cinesi, lasciano sempre meno spazio ad illusioni.

Anzi molti osservatori specializzati ritengono che i numeri attualmente bassi siano purtroppo legati ad una diffusa sottovalutazione dovuta alla scarsità di mezzi e di conoscenze.

Nulla di nuovo quindi, ed a peggiorare le cosa c’è anche la difficoltà, inedita per certi versi, dei paesi più ricchi i quali sono attualmente impegnati in una lotta interna per fronteggiare l’epidemia o nel migliore dei casi a come affrontare la ripresa e la riparazione dei danni subiti.

Unico segnale di attenzione, la decisione presa dal G20 nella ultima seduta di sospendere il debito dei paesi più poveri ed in difficoltà.

Certo non basta, l’Africa purtroppo si avvia ad essere il nuovo fronte avanzato della “guerra” contro il Coronavirus. Ma non solo.

Personalmente sono convinto che questa pandemia sia in parte (anche se non so dire quanta) conseguenza dell’eccessivo sfruttamento delle risorse del nostro pianeta. Sfruttamento che se non eccessivo è certamente ed evidentemente sbilanciato e squilibrato. Sbilanciamento e disequilibrio ancor più evidente in Africa, almeno in quella parte che noi come Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere abbiamo osservato in ormai quasi 40 anni di attività.

Siamo credo tutti convinti che ne usciremo. Ma non ne usciremo indenni, sarà necessario fare tesoro degli insegnamenti anche amari e duri che questo periodo ci ha lasciato, dovremo impegnarci per fare in modo che NON TUTTO torni come prima, pena il ripetersi delle medesime conseguenze.

La capacità di fare tesoro di quanto questa epidemia ci ha insegnato e di combattere eccessi e diseguaglianze sarà cruciale per lasciare alle generazioni future (nemmeno tanto lontane) un mondo in condizioni migliori di quelle in cui lo abbiamo condotto negli ultimi due secoli.

Da quando abbiamo dovuto forzatamente sospendere la nostra attività sto cercando di mantenere il contatto con gli amici africani e di mantenere aggiornato il quadro della situazione in Tanzania.

Anche l’informazione è sbilanciata e disomogenea, e se da un lato è comprensibile che tutti i canali informativi occidentali siano orientati alla discussione della situazione locale interna, non è invece giustificabile il disinteresse pressoché totale verso la situazione nei paesi più poveri.

Non è facile reperire notizie certe aggiornate ed obiettive sulla situazione in Tanzania, di seguito condivido alcuni articoli recenti ed interessanti per conoscere la situazione in Africa ed in Tanzania.

In più posso aggiungere la sensazione tratta dai sempre difficili colloqui telefonici con i nostri amici in Tanzania.

Purtroppo l’atteggiamento che ne ho percepito è quello di un incredulo disorientamento e di una rassegnata impotenza. Atteggiamento che pur non paragonabile a quello diffuso in Italia solo a gennaio scorso, quando ancora ci illudevamo che l’epidemia fosse una questione confinata alla Cina e lontana dalle nostre case, sento nelle parole degli amici in Tanzania la stessa distaccata preoccupazione, solo un po’ appesantita dalla gravità delle notizie che arrivano loro dall’Europa e dall’Italia. Un atteggiamento di incredulità forse sbalordita, mista al fatalismo di chi sapendo di non avere mezzi minimamente paragonabili a quelli dei paesi dove nonostante tutto il virus sta mietendo migliaia di vittime, teme di non avere alcuna possibilità di intervento.

Ancora una volta non hanno scelta. Possono solo affidarsi alla Divina Provvidenza ed alla preghiera (certamente molto più sincera della nostra) e guardare a noi per capire se e quando saranno colpiti da questo flagello.

Noi, come associazione, avremo la responsabilità, una volta che ci saranno le condizioni, di cercare con rinnovata energia di completare il nostro progetto per dare loro una opportunità in più.

Di seguito trovate qualche spunto di riflessione e di informazione sulla situazione in Africa ed in Tanzania.

Da Il Post: “Nei paesi poveri le restrizioni rischiano di fare più danni dell’epidemia

Da Agenzia Fides: “AFRICA/TANZANIA – Coronavirus: il Presidente della Tanzania proclama tre giorni di preghiera nazionale

Dalla rivista Missioni Consolata (organo della Fondazione Missioni della Consolata ONLUS, ONG fondata dall’Istituto religioso Missioni Consolata : “Coronavirus. Tessere alleanze contro l’angoscia” e anche “Usati e calpestati”

Vi propongo anche un paio di pubblicazioni apparentemente in contrasto, ma dalla cui lettura si possono trarre interessanti spunti.

Affari Africani con “CORONAVIRUS: CASI E RESTRIZIONI IN AFRICA, AGGIORNAMENTO DEL 17 APRILE

La rivista “AFRICA – La rivista del continente vero” è forse la pubblicazione on-line in lingua italiana che più di altre sta seguendo l’evolversi della pandemia nel continente africano.

Quotidiani e periodici locali in Tanzania stanno iniziando ora a dare una copertura più esaustiva sulla evoluzione della pandemia con i relativi numeri ed i provvedimenti adottati.

The Citizen ha ora una pagina dedicata al coronavirus anche se al momento riporta solo i numeri nei diversi stati della comunità centroafricana e alcuni link utili.

Anche il Daily News in Tanzania sta iniziando a dare una copertura più completa sul tema.

All Africa invece si propone come portale “all news” dall’Africa in generale ma con alcuni approfondimenti periodici anche dalla Tanzania

Infine si possono trovare spesso approfondimenti dalla Tanzania e più in generale dall’Africa intera anche sui siti web inglesi dell’ INDEPENDENT e ovviamente della BBC .

Se avete ulteriori aggiornamenti dalla Tanzania e volete condividerli con noi saremo felici di pubblicarli su queste pagine. Potete inviare il testo (che comunque sarà verificato ed eventualmente “moderato” dai responsabili) a questo indirizzo di posta elettronica: scsf.ong.it@scsf.it indicando obbligatoriamente nome e cognome e codice fiscale dell’autore, esplicita autorizzazione scritta alla pubblicazione telematica e eventuali fonti.

Infine saremmo felici se qualche amico madrelingua Swahili o con una sufficiente conoscenza volesse aiutarci ad organizzare una breve “rassegna stampa” delle principali news presenti sui portali dei periodici che pubblicano in lingua locale, da pubblicare periodicamente qui sul nostro “bollettino” on-line.

Grazie fin da ora a chi vorrà collaborare.

Stefano C. Manservisi

Buona Pasqua

Cari amici,
è una Pasqua differente quella di questo 2020, difficile per certi versi, certamente carica delle sofferenze causate dall’epidemia che sta flagellando tutto il mondo, dove più e dove meno, causa di disagi e sofferenze, soprattutto per i più deboli e per i più poveri, tuttavia non priva di nuove speranze e forse anche opportunità.

Opportunità che non dovremo sprecare e dimenticare una volta che tutto ciò sarà superato.

Il tempo per stare assieme in famiglia, il tempo per pensare, per ritrovare ritmi meno frenetici, la solidarietà con i vicini, la riscoperta di amici lontani, il tempo per pregare e per ricordare chi non c’è più, il silenzio e l’odore diverso dell’aria delle nostre città, sono tutte cose delle quali non dovremmo dimenticarci appena tornati alla “normalità”.

Forse è proprio quella normalità che dovremmo cercare di cambiare, di migliorare.

Certo la preoccupazione per il futuro ancora più incerto c’è ed è forte e reale, ma non ci deve mancare la volontà di riprendere con maggiore solidarietà e maggiore cooperazione, perché come amava scrivere il nostro dottor Monari:

INSIEME SI PUO’ – PAMOJA IWEZEKANA – TOGETHER WE CAN !

Ed ancora una volta faccio mie le sue parole per porgerle a tutti voi come augurio in questa strana Pasqua 2020.

Auguri a voi, alle vostre famiglie, ai vostri cari a casa o lontani e un abbraccio da lontano a chi in questo momento di tempesta ha sofferto la perdita di parenti o amici.

Forza ! Resistiamo per ricominciare meglio di prima.

Stefano Manservisi

Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere ha deciso di contribuire al progetto “PIU’ FORTI INSIEME” della Fondazione Policlinico Sant’Orsola di Bologna che sostiene proprio il Policlinico, dove anche Edgardo Monari fu medico e docente.

Vi esortiamo a sostenere assieme a noi il progetto “PIU’ FORTI INSIEME

Potete trovare tutte le informazioni necessarie seguendo questo collegamento: https://www.fondazionesantorsola.it/progetti/piu-forti-insieme/

Ciascuno di noi quindi si preoccupi della salute di tutti noi e di quella dei propri cari, rispettando le indicazioni dei medici e delle autorità sanitarie e pubbliche, aiutando coloro che sono in difficoltà secondo le proprie possibilità e sensibilità, secondo coscienza e prudenza.

Insieme si può

Cari amici di Solidarietà, in questo periodo difficile denso di interrogativi ed incognite, una cosa è certa ed evidente:

solo se ciascuno offre il suo contributo, secondo possibilità e disponibilità, tutti insieme ne usciremo al meglio.

Certo non indenni, purtroppo questo flagello si è già lasciato dietro una scia di vittime e di sofferenze e continuerà a farlo per un tempo non prevedibile, alla fine però ne usciremo ed allora dovremo fare tesoro di questa difficile e dolorosa esperienza.

Il professor Monari concludeva le sue “lettere agli amici di Solidarietà” con queste parole:

INSIEME SI PUO’ – PAMOJA IWEZEKANA – TOGETHER WE CAN !

Ora più che mai le sue parole sono di guida, conforto e sprone.

Ho pensato che in questa situazione Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere non potesse restare in silenzio.

Assieme ai consiglieri ed agli amici più vicini, pur continuando a seguire i nostri progetti in Tanzania a che se limitati dalle restrizioni attuali, abbiamo creduto opportuno dare un segno tangibile della nostra Solidarietà verso coloro che più si stanno impegnando, sacrificando la propria salute e purtroppo anche la vita, per alleviare le sofferenze di molti e combattere questa epidemia.

Abbiamo deciso di farlo in memoria del nostro fondatore, il compianto professor Edgardo Monari, amico e medico di molti di noi in Italia ed in Africa.

Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere ha contribuito con un primo contributo di 5.000 €uro al progetto “PIU’ FORTI INSIEME” della Fondazione Policlinico Sant’Orsola di Bologna che sostiene proprio il Policlinico, dove anche Edgardo Monari fu medico e docente.

In questo momento la nostra associazione non ha risorse, organizzazione e competenze per poter agire direttamente come certamente avrebbe fatto Monari, possiamo però invitare tutti i nostri soci ed amici a sostenere chi si sta impegnando in prima fila.

Vi esortiamo a sostenere assieme a noi il progetto “PIU’ FORTI INSIEME

Potete trovare tutte le informazioni necessarie seguendo questo collegamento: https://www.fondazionesantorsola.it/progetti/piu-forti-insieme/

Ciascuno di noi quindi si preoccupi della propria salute e di quella dei propri cari, rispettando le indicazioni dei medici e delle autorità sanitarie e pubbliche, aiutando coloro che sono in difficoltà secondo le proprie possibilità e sensibilità, secondo coscienza e prudenza.

Un pensiero ed una preghiera vadano in ricordo di tutti coloro che non ce l’hanno fatta, per chi sta soffrendo in questo momento e per coloro che purtroppo soccomberanno ancora.

Mi preme anche ricordare ed abbracciare idealmente nostri amici in Tanzania e per dirla con le parole di Padre Peter Wissa (segretario particolare di S.E.R. Mons. Tarcisius Ngalalekumtwa, Vescovo della Diocesi di Iringa):

“Speriamo che questa pioggia passi presto”

Siamo in contatto con i nostri amici in Tanzania, ci informiamo e sosteniamo a vicenda, cercheremo di non far loro mancare la nostra vicinanza.

Certamente ancora una volta, insieme ce la faremo.

Assemblea soci di SCSF 2019

Ringrazio i volenterosi soci della nostra associazione che hanno partecipato alla riunione di ieri (7 dicembre 2019) e che hanno ascoltato interessati e partecipi le mie comunicazioni, per quanto quest’anno siano state limitate e tecniche.

Grazie davvero per la partecipazione ed il sostegno ricevuti da me e dal consiglio per il lavoro (faticoso) svolto durante questo “strano” 2019.

Auguro a tutti voi (ed anche noi) un Buon Natale assieme alle vostre famiglie ed ai vostri cari ed un proficuo 2020 pieno di soddisfazioni.

Continuate a sostenerci con il vostro affetto e la vostra generosità.

Stefano Manservisi

Africa, silenzi, delusioni, speranze

Lettera aperta a tutti gli amici di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere

Strano questo 2019 che si avvia alla conclusione.
Speravo con tutto me stesso che fosse finalmente l’anno nel quale avremmo portato a compimento il nostro principale progetto, accendere la luce nei villaggi, dare accesso all’energia alle famiglie delle “nostre” montagne e liberare il nostro orizzonte per altri progetti nuovi.
Sapevo che sarebbe stato un anno difficile.
Non pensavo che sarebbe stato così aspro.
Se a volte gli eventi ci costringono a riconsiderare il nostro ruolo, quelli che si sono succeduti   in questo anno di fatiche, rincorse e delusioni mi hanno suggerito alcune riflessioni che vorrei condividere con voi.

Africa

L’Africa sta cambiando velocemente, forse anche più di quanto potessimo prevedere. Avevo molte volte detto a Gianfranco, quando era lui a “spingere” Solidarietà, che dobbiamo prepararci al cambio di passo in Africa, per non restare, noi, concentrati, giustamente, sulle cose concrete da fare, rischiando di restare indietro.

In Africa, in Tanzania, il tempo non ha più quel fluire lento che ci ha spesso disorientato, ora non siamo più solo noi ad “avere l’orologio ma non il tempo” (come tante volte i nostri amici africani ci facevano notare quando noi avevamo fretta); ora l’orologio, anche giustamente secondo me, l’hanno anche loro. Il punto è che forse, ora, anche loro rischiano di smarrire il tempo.

Sono convinto che l’Africa e in particolare la Tanzania abbia le risorse e le energie per recuperare il gap sociale ed economico che ne soffoca lo sviluppo. Non per questo possiamo pensare che non ci sia più bisogno di noi. Ci hanno chiesto aiuto, come amici; e noi, in amicizia, abbiamo ritenuto giusto aiutarli, condividere ciò che di buono abbiamo da offrire. Questo, credo, sia il vero motivo, profondo, del nostro impegno in Africa.

Tuttavia in questa condivisione di conoscenze, risorse, opportunità, rapporti umani ed amicizia, occorre ricordare sempre che non ne siamo noi la fonte inesauribile. Noi non ne siamo la fonte ma lo strumento, non siamo inesauribili, ma anche noi ci consumiamo se non recuperiamo la capacità di ritrovare le fonti di queste conoscenze, risorse ed opportunità, rapporti umani e sentimenti.

Silenzi

Il 2019 è stato un anno di silenzi, reciproci direi. Da tempo Solidarietà, (ed io per il ruolo che mi è stato affidato), ha condiviso con il nostri amici della Diocesi di Iringa la necessità di trovare altri canali per coprire le risorse per il completamento del nostro progetto idroelettrico.

Le risorse che Solidarietà ha ricevuto da coloro che ce le hanno affidate per i nostri progetti sono ormai evidentemente insufficienti per portare l’opera a compimento in autonomia.

Lo spirito di solidarietà e cooperazione che ci ha sempre guidato, richiede impegno comune a coloro che intraprendono un cammino così impegnativo.

Abbiamo quindi dovuto necessariamente alzare lo sguardo, confrontarci con l’impossibilità di avere in mano e in tasca tutto ciò che occorre e quindi essere noi a chiedere cooperazione.

Ci siamo rivolti agli amici reggiani di Brulli Energia che sin dall’inizio hanno condiviso e sostenuto questo progetto, visionario e lungimirante; grazie a loro pensavamo di avere trovato una possibilità per proseguire il progetto fino alla conclusione.

Anche gli amici africani si sono adoperati e la Diocesi di Iringa avrebbe trovato un canale attraverso il quale reperire le risorse necessarie senza la bisogno di un nostro coinvolgimento.

Non essendo però le due soluzioni compatibili tra di loro ed essendo noi comunque “ospiti in casa altrui”, abbiamo accolto la richiesta di Monsignor Tarcisius Ngalakumtwa, Vescovo della Diocesi di Iringa, di “collaborare a completare i lavori” e di rimanere “soci e collaboratori (partners) della Diocesi riguardo a questo progetto”, il quale dovrà mantenere la Diocesi di Iringa (e per essa la Lung’ali Co.ltd) quale unico interlocutore verso il Governo.

Dopo gli entusiasmi per la possibilità apertasi grazie agli amici reggiani, il tenore della risposta del Vescovo di Iringa ed il silenzio che ne è seguito, hanno lasciato spazio a molti interrogativi.

Delusioni

La delusione più scottante è quella di chi, avendo fatto tutto il possibile, ad un passo dall’obiettivo, scopre che ciò non è comunque sufficiente per raggiungere la meta.

La delusione di chi, convinto di aver portato il proprio impegno oltre la solidarietà, oltre la cooperazione, oltre le frontiere, fino all’amicizia tra persone che condividono il percorso lungo un sentiero ripido ed impervio, certo, ma reso praticabile proprio dalla amicizia, dalla solidarietà e dalla cooperazione; ad un certo punto del percorso è preso dal dubbio che tutto ciò possa essere solo una confortante illusione, solo una speranza.

Sapevamo, da sempre, che quando si sarebbe arrivati a dover affrontare le fasi conclusive, sarebbe stato più difficile trovare soluzioni condivise; ciò a cui non eravamo preparati (a cui io non ero preparato) è che sarebbe stato così amaro.

Abbiamo forse peccato di superbia ? Abbiamo pensato di essere noi e solo noi la chiave di questo rapporto, la bussola di questo percorso ?

Abbiamo forse, non saprei dire come e quando, cominciato a dare per scontato che i nostri amici, non avendo risorse, avrebbero comunque ritenuto giusto e naturale lasciar fare sempre e comunque a noi.

E noi abbiamo fatto !

Abbiamo fatto molto, moltissimo !

Impegnando tutte le nostre risorse, sempre sinceramente animati da sentimenti di solidarietà e di cooperazione, senza frontiere e senza retorica e non abbiamo mai nemmeno per un attimo pensato che ciò non fosse sufficiente e che ad un certo punto ci saremmo trovati in una situazione simile: non disporre delle risorse (umane ed economiche) necessarie.

E’ difficile dover dire all’amico, cui avevi promesso aiuto per arrivare a casa che non ce la fai più a sorreggerlo e che deve cominciare a camminare usando anche le sue poche forze. Forse sarà anche giusto, certo, ma è comunque difficile doverlo ammettere. A sé stessi prima di tutto.

Speranze

Nonostante tutto la fine di questo strano 2019 ha portato motivi per alimentare la speranza di proseguire, “a piccoli passi” come amava dire Monari lungo il cammino di Solidarietà:

Accesso all’energia

Ormai il novanta percento del nostro progetto idroelettrico integrato per dare accesso all’energia ai villaggi dell’altopiano di Iringa è stato realizzato, manca solo il completamento della parte elettrica della centrale, tutto il resto è già fatto !

Gli ultimi scambi avuti con gli amici africani, che hanno finalmente interrotto il lungo silenzio, anche se non danno certezze, ci danno speranze.

In questi mesi durante i quali l’Africa è mancata fisicamente almeno tanto quanto è stata presente nei pensieri, qualcosa potrebbe rimettersi in movimento.

La consapevolezza che pur nel mutato orientamento del Governo della Tanzania verso il settore energia, il nostro progetto resta una rara ma concreta opportunità di sviluppo per una vasta area di territorio, montano ed agricolo, popolato da molte famiglie già in possesso degli strumenti (colturali) per poter finalmente accedere ad una risorse fondamentale per lo sviluppo sociale, economico e culturale, quale è l’energia, consente comunque di presentare il nostro progetto come uno dei più avanzati e concreti.

Non mi spingo a sperare che il prossimo sia finalmente l’anno durante il quale potremo vedere realizzato il progetto idroelettrico integrato, ma sono certo che appena finita la stagione delle piogge, come sempre, riprenderemo la nostra fattiva presenza in Tanzania per compiere gli ultimi passi fino alla meta.

Cercheremo di riallacciare i rapporti con le amministrazioni locali e ci dedicheremo alla organizzazione di iniziative, sia in Italia che in Tanzania, per allargare l’interesse e sostenere proprio questi ultimi, faticosissimi, passi verso il completamento di questo importante progetto di promozione umana.

Under the Mango Tree

Anche da Tabora arrivano notizie che riaccendono le speranze.

Il parroco della parrocchia di Cheyo “B”, nel cui territorio sorge la casa per i bambini albini e la scuola materna realizzate anche con il nostro aiuto, ha iniziato la costruzione delle prime aule della scuola elementare.

I bambini della nostra casa che hanno completato il ciclo pre-scolare potranno ora proseguire gli studi ed il percorso di re-integrazione nella scuola della parrocchia dove i princìpi educativi saranno orientati dai criteri di solidarietà ed inclusività propri del progetto Under the Mango Tree.

Avevamo già raccolto alcune risorse negli scorsi anni per la realizzazione di un piccolo impianto fotovoltaico, essendo ora finalmente venuti meno i problemi di continuità della distribuzione elettrica, da Tabora le Suore della Provvidenza, che hanno in affidamento i bambini ospiti della casa e della scuola materna, ci chiedono di poterli più utilmente destinare alla scuola della parrocchia per migliorarne le strutture didattiche e renderle adeguate agli standard della casa e della materna.

La nostra intenzione è proprio quella di continuare, concretamente, a sostenere questo progetto rivolto al sostegno dei “più deboli tra i piccoli” condividendo la nostra esperienza accumulata in anni di attività in Tanzania sul piano tecnico e logistico, per la realizzazione della scuola elementare e dei servizi ad essa annessi.

Ci hanno chiesto di occuparci di tutto quello che si può fare per migliorare il comfort delle classi e delle finiture, ci stiamo già lavorando e vi daremo al più presto tutti i dettagli.

Siate generosi ed entusiasti come lo siete sempre stati, continuate a sostenerci in questo momento impegnativo ! Il vostro affetto e la vostra condivisione sono importanti per darci l’energia necessaria a superare ostacoli e difficoltà, come siamo riusciti a fare in tutti questi anni !

Ognuno di noi si faccia portavoce dello spirito di Solidarietà e Cooperazione, Senza Frontiere, presso i propri amici e le persone che potrebbero in esso trovare motivo di condivisione.

Condividete e contribuite ai nostri progetti direttamente o sensibilizzando chi potrebbe darci aiuto.

Auguro di cuore a tutti voi ed alle vostre famiglie un felice e sereno Santo Natale ed un 2020  carico di soddisfazioni.

Stefano Manservisi

Convocazione assemblea ordinaria dei soci 2019

Sabato 7 dicembre 2019 alle ore 18:00 è convocata l’assemblea ordinaria dei soci di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere.

All’assemblea potranno partecipare con facoltà di voto tutti i soci regolarmente iscritti per l’anno corrente.

I soci che non potessero presenziare alla assemblea potranno delegare un altro socio, ciascun socio potrà presentare fino a due deleghe.

Come sempre l’assemblea è aperta anche a tutti coloro che ci seguono o che avessero voglia di scambiare idee ed opinioni sui nostri progetti.

Di seguito trovate la convocazione:

Come ormai è consuetudine dopo l’assemblea ci scambieremo gli auguri.